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Daspo urbano, individuate le aree di attuazione in città

La proposta della giunta firmata dal questore. Ci sono Duomo, stazione, asse pedonale e alcune piazze con parcheggi. La decisione spetta ora al consiglio comunale

PISA. Individuate le aree della città dove sarà applicato il Daspo urbano, la nuova possibilità data ai sindaci di intervenire per contrastare i fenomeni di illecito e degrado. D’intesa con prefettura, questura e polizia municipale, la giunta ha predisposto una mappa, con relativo elenco di strade e piazze, dove si attuano i provvedimenti contenuti nel cosiddetto decreto Minniti per la sicurezza. Si tratta della zona del Duomo, del quartiere della stazione, dell’asse pedonale Corso Italia-Borgo e delle tre piazze dove è maggiore la presenza di parcheggiatori abusivi: piazza Santa Caterina, piazza Carrara e piazza Sant’Antonio.

La mappa dei Daspo urbani è stata presentata alla conferenza dei capigruppo in consiglio comunale dal sindaco Marco Filippeschi insieme al questore Alberto Francini e al comandante della polizia municipale Michele Stefanelli. Per diventare operativa, la mappa dovrà essere approvata dal consiglio comunale in una delle prossime sedute, dopo essere stata discussa in commissione.

LA MAPPA. Queste nel dettaglio le aree inserite nella mappa. Area stazione centrale, vie e piazze comprese all’interno del seguente perimetro: piazza della Stazione, via Mascagni, rotatoria dell’Ordine di San Sepolcro, via Pellico, largo Padri della Costituzione, piazza Sant’Antonio, via Mazzini, via Zandonai, via D’Azeglio (da via Zandonai a piazza Vittorio Emanuele II), piazza Vittorio Emanuele II, via Benedetto Croce (da piazza Vittorio Emanuele II a via Queirolo), via Queirolo, viale Bonaini (da via Queirolo a via Colombo), via Colombo, via Corridoni (da via Colombo a piazza della Stazione). Sono da considerarsi all’interno dell’area anche la Galleria A e B di viale Gramsci ed i loggiati presenti nella piazza della Stazione, viale Gramsci, piazza Vittorio Emanuele II, via Corridoni (da piazza della Stazione a via Puccini).

Area Duomo: piazza Duomo, piazza Arcivescovado, piazza Manin, largo Cocco Griffi, via Cammeo, via Roma (da piazza Duomo a via Savi), via Santa Maria (da piazza Arcivescovado a piazza Cavallotti), via Cardinale  Maffi (da piazza Duomo a via San Ranierino).

Aree di parcheggio con consistenti flussi turistici: parcheggio di piazza Santa Caterina, parcheggio di piazza Carrara, parcheggio di piazza Sant’Antonio.

Area urbana di consistente flusso turistico: Corso Italia, piazza XX Settembre, Ponte di Mezzo, piazza Garibaldi, Borgo Stretto, via Oberdan (Borgo Largo).

DASPO URBANI: COME FUNZIONANO. La legge 48/2017 (che ha convertito con modificazioni il cosiddetto decreto Minniti, ovvero il D.L. 14/2017) ha introdotto nuovi strumenti per garantire il decoro e la sicurezza delle città. Tra questi sono presenti misure volte all’allontanamento, al divieto di accesso e di stazionamento in determinate aree urbane di persone che pongono in essere determinate condotte (i “daspo urbani”). L’adozione di queste misure è rimessa, in taluni casi, all’iniziativa autonoma delle forze di polizia e del questore, in altri casi richiede interventi da parte dell’amministrazione comunale.

Due i principali ambiti di attuazione. Il primo: ordine di allontanamento e divieto di accesso. L’art. 9 della legge 48/2017 prevede “misure a tutela del decoro di particolari luoghi”. Viene perciò introdotto, oltre alle sanzioni pecuniarie previste, l’ordine di allontanamento dal luogo in cui vengono commesse determinate condotte illecite, ovvero impedire l’accessibilità e la fruizione; trovarsi in stato di ubriachezza; compiere atti contrari alla pubblica decenza; esercitare il commercio abusivo; esercitare l’attività di parcheggiatore o guardiamacchine abusivo. L’ordine di allontanamento è rivolto per scritto dagli agenti di polizia accertatori e riporta le motivazioni che lo hanno determinato; la durata è di 48 ore. Nei casi di reiterazione di certe condotte il questore può disporre, con provvedimento motivato, il divieto di accesso alle aree in questione per un periodo non superiore a 6 mesi. Se si tratta di persone condannate, con sentenza definitiva o confermata in appello negli ultimi 5 anni per reati contro la persona o il patrimonio, il questore può estendere la durata del divieto di accesso da 6 mesi a 2 anni.

Inoltre il questore può disporre, per ragioni di sicurezza, il divieto di accesso o di stazionamento nelle immediate vicinanze dei seguenti locali o esercizi: scuole, plessi scolastici, sedi universitarie; locali pubblici o aperti al pubblico; pubblici esercizi (sostanzialmente esercizi di ristorazione e per la somministrazione di pasti e di bevande anche alcoliche) nei confronti delle persone condannate con sentenza definitiva o confermata in grado di appello

nel corso degli ultimi 3 anni per la vendita o la cessione di sostanze stupefacenti o psicotrope. Il divieto di accesso e di stazionamento in questi casi non può essere inferiore ad 1 anno, né superiore a 5. Al divieto di accesso/stazionamento possono essere aggiunte altre misure restrittive.

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