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Muore a 22 anni, il babbo: «Tradito da un ostacolo improvviso»

L’autopsia sul corpo di Francesco: fatale l’impatto sull’asfalto. L’appello del padre: «Chi ha visto parli, non rischia nulla»

PISA. Trenta secondi. È tutto quello che a Francesco ha concesso il suo cuore dopo la caduta, dopo l’impatto della testa sull’asfalto. Una botta violenta, tanto da spezzargli il casco. Emorragia cerebrale, è questo che è stato fatale per lo studente di ingegneria ritrovato morto giovedì mattina sull’Aurelia poco dopo il ponte sul Serchio a Migliarino, una ferita sulla fronte, un solco nel cuore di una famiglia che non riesce ancora a spiegarsi come il figlio sia potuto finire lì, senza vita, disteso al centro della carreggiata senza nessun segno della presenza di un ostacolo o dell’impatto con un altro veicolo. Ecco, dall’autopsia emerge proprio che ad aver tradito Francesco Avino potrebbe essere stato un ostacolo improvviso, qualcosa che lo ha costretto ad una manovra brusca.

«Non è stato un malore ad ucciderlo, è morto quasi sul colpo - racconta il padre Alessandro Avino con la voce incrinata da giorni di dolore e attesa per un esame che tutti ritenevano decisivo per illuminare la scena di un incidente diventato un mistero - Secondo il medico legale e il nostro consulente, la posizione di Francesco e la violenza con cui ha sbattuto a terra sono indice di una dinamica innescata da qualcosa che lo ha costretto a sterzare improvvisamente». Una torsione brusca, netta. In gergo i motociclisti lo chiamano high side, è una manovra con cui la moto perde aderenza sulla ruota posteriore e poco dopo la riacquista disarcionando però chi la sta guidando. Ed è una delle ipotesi che potrebbe spigare perché Francesco sia volato a 5 metri dal Liberty finito fuoristrada sulla ghiaia vicino alle barriere di protezione affacciate ai binari e su cui si concentrerà l’inchiesta aperta dal pm Miriam Romano.

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Potrebbe essere stata qualsiasi cosa a costringere il 22enne ad una sterzata, un animale o qualcuno rientrato sulla strada proprio dallo spiazzo dove è scivolato lo scooter. Certo in pochi credono possibile che nessun testimone, alle 9 di mattina, abbia assistito alla scena su una strada così trafficata. Per questo babbo Alessandro lancia un appello: «Chiunque abbia visto qualcosa si faccia avanti, si rivolga alle autorità lo prego. Lo faccia anche se crede di aver causato od essere in qualche modo responsabile dell’incidente. Mi sono consultato con il mio legale, non rischia nulla. In questo caso non c’è l’omissione di soccorso, perché nessuno avrebbe potuto salvare Francesco. Dopo la botta a terra ha perso coscienza e in trenta secondi ci ha lasciati. Fatelo per noi, per la mia famiglia, vi prego, aiutateci a capire». «Faceva il volontario con noi dall’età di 16 anni - dice il presidente della Pubblica assistenza Daniele Vannozzi - È importante che chi ha visto ci aiuti. Questa tragedia ha colpito un ragazzo che ha donato tanto al prossimo, adesso merita che il prossimo doni qualcosa a lui». La salma di Avino dovrebbe essere restituita alla famiglia domani. E i funerali dovrebbero tenersi martedì alle 15 alla chiesa di Migliarino.

 

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