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Studenti falciati dal Suv, assolto l’investitore

Non imputabile al momento del fatto per l’improvviso malore che lo aveva colpito. L’automobilista: «È la fine di un’odissea». L’avvocato: «Problema di salute serio»

PISA. La cronaca di quella che avrebbe potuto essere una tragedia alla fine si è trasformata in quattro giovani che possono raccontare di aver beneficiato di un mezzo miracolo e il conducente del Suv che li aveva travolti assolto perché non imputabile al momento del fatto. Stefano Ribechini, 52 anni, di Cascina, fratello dell’allora assessore allo sport Alessandro, ieri mattina è stato assolto dal giudice di pace Flavio Ceccarini dall’accusa di lesioni colpose. Quando la mattina del 25 maggio 2013 Ribechini centrò i quattro studenti alla fermata del bus in via Cammeo a Zambra non lo fece per negligenza o sbadataggine. La ragione era esclusivamente sanitaria. Ebbe un problema di salute serio, certificato nel corso del procedimento, che di fatto lo “scollegò” dalla guida. Un black-out di pochi secondi sufficiente, però, a fargli perdere il controllo della sua Toyota Land Cruiser. Quello che successe dopo fu ricostruito dal racconto dei ragazzi - dai 16 ai 18 anni - in grado di parlare, ricoverati in ospedale, qualcuno anche in rianimazione in coma farmacologico per lesioni interne e fratture.

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«È la fine di un’odissea» ha confidato Ribechini al suo avvocato, Concetta Gugliotta quando ha saputo dell’assoluzione. Spiega il legale: «Il mio cliente non aveva alcuna colpa nell’incidente perché l’auto ha sbandato per cause di forza maggiore a lui non imputabili. Lo abbiamo dimostrato con certificati e documenti e il giudice ce lo ha riconosciuto. Di qui l’assoluzione». L’automobilista, meglio ex perché ora si muove in bici, periodicamente viene seguito in ospedale e tiene sotto controllo i suoi problemi di salute. Uno scrupolo per evitare altre situazioni a rischio. Nessuno dei quattro giovani feriti nello schianto, che all’epoca frequentavano l’istituto Santoni e l’alberghiero Matteotti a Pisa, si sono costituiti parte civile.

L’assicurazione ha risarcito i danni, variabili da alcune decine di migliaia di euro ad oltre i 100mila. Con le liquidazioni il fronte civile non era stato aperto. Ieri anche quello penale trova il suo epilogo con un’assoluzione che arriva a chiudere un caso che aveva fatto tenere in ansia un’intera comunità per le sorti degli studenti. L’investitore non ricordava nulla. Solo all’arrivo delle ambulanze e dei carabinieri riprese i sensi realizzando quello che era appena successo. Uno choc anche per lui. «Mi sono sentito male e non ricordo nulla» disse al papà di uno dei feriti. Ora quel malore lo ha “giustificato” di fronte alla legge facendogli ottenere l’assoluzione.

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