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Maxi bolletta del gas per un contatore chiuso da otto anni

Il caso di un’impiegata. Per sua fortuna tutto è prescritto: «Alcune famiglie dovranno invece pagare delle grosse cifre»

PISA. Dopo Empoli, anche Pisa. Sono diverse le famiglie, all’ombra della Torre, che in questi giorni hanno ricevuto bollette del gas in ritardo per consumi relativi ad anni passati. Al punto Eni, in via Bonaini, stanno eseguendo i controlli, caso per caso. «Stiamo lavorando – ci risponde un’impiegata –. È una realtà della quale siamo perfettamente a conoscenza. In alcuni casi le somme dovute sono prescritte, in altri, invece, è necessario versare quanto richiesto dal fornitore di energia. Comunque, è bene precisare, per non generare confusione, che ogni caso è diverso dall’altro ed è quindi necessaria una singola valutazione, bolletta alla mano, per capire se l’importo richiesto è prescritto o è necessario provvedere al pagamento».

Ne sa qualcosa Giovanna Bernardini, 52 anni, impiegata pisana, anche lei tra i destinatari delle bollette del gas ritardatarie. Si è vista recapitare una richiesta pari a 1.479,78 euro relativi a consumi risalenti a partire da 8 anni fa, per fortuna sua prescritti. «Non nego – racconta Bernardini – che appena ho aperto la lettera mi è preso un tuffo al cuore. La cifra richiesta non è indifferente e soprattutto era riferita ad un’utenza che io personalmente avevo chiuso nel 2009 e legata ad un’abitazione a Calci. Quindi, ho pensato subito ad un errore. Come posso aver speso in questi anni, mi sono chiesta, una tale cifra di gas se avevo staccato il contatore? Ma la bolletta parlava chiaro: il periodo di riferimento legato ai 1.479 euro andava dal 9 luglio 2009 al 28 luglio 2017. Ma soprattutto ho sempre pagato regolarmente tutte le fatture emesse fino alla data del 2009, come è possibile che mi possa ritrovare in questa situazione e soprattutto dover pagare una cifra come questa, tutta insieme, col contatore chiuso?».

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Giovanna Bernardini non si è però persa d’animo e approfittando di un giorno di ferie si è rivolta al punto Eni in via Bonaini. «Pensavo di essere sola a dover far fronte ad una burocrazia a volte non generosa con gli utenti – racconta – ma nel giro di pochi minuti mi sono subito resa conto che quello che è accaduto a me, si era ripetuto ad altre famiglie. In fila, in attesa di una risposta, c’erano diverse persone. A me per fortuna è andata bene. La cifra è prescritta. Al punto Eni mi hanno spiegato che l’importo richiesto era riferito a vecchie accise che il precedente gestore di energia non aveva applicato, ma essendo trascorsi otto anni dalla chiusura del contatore, nulla più era richiesto».

Una comunicazione, quindi, corretta nella sostanza, per Giovanna Bernardini, ma arrivata fuori tempo massimo. «Se vogliamo – conclude Bernardini – sono stata tutto sommato fortunata, ma nello stesso tempo non ritengo giusto che un utente debba vedersi recapitare a distanza di tanti anni bollette con cifre così consistenti. Pensiamo poi alle persone anziane che magari non sanno più districarsi bene con la burocrazia o che hanno le utenze con addebito automatico in conto corrente».

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