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SPACCIO

Voleva spedire eroina e cocaina per posta: condannato a 10 mesi

Bloccato dalla polizia con tre buste pronte per essere consegnate all'impiegata dell'ufficio

PISA. Una consegna a domicilio. Senza, però, presentarsi fisicamente. Il servizio “illegale” lo avrebbero fatto le poste. Con i portalettere trasformati in inconsapevoli corrieri della droga. Solo che le buste con eroina e cocaina non sono mai partite. E i destinatari hanno dovuto rivolgersi altrove per il carico promesso e non mantenuto dal fornitore. Ci aveva pensato la polizia a ritirare le missive a base di stupefacenti e ad arrestare il mittente. Che in Tribunale è stato condannato dal giudice Eugenia Mirani (pm onorario Massimiliano Costabile) a 10 mesi per detenzione ai fini di spaccio. Krenar Zoto, 35 anni, albanese, domicilio formale a Pontedera, difeso dall’avvocato Gabriele Dell’Unto, non ha ottenuto la sospensione condizionale. Una fedina penale con diverse incursioni nel mondo dello smercio di droga glielo ha impedito. Era un cliente con una corrispondenza scottante quello che in una mattina di novembre aveva messo piede nell’ufficio postale di via Bargagna. In tasca aveva tre lettere da spedire, Krenar Zoto. Preparate con cura, in ciascuna aveva inserito una quantità diversa, le buste in totale avevano 25 grammi di sostanze stupefacenti. Un carico distribuito a seconda delle richieste dei destinatari, diventati potenziali dopo il blitz degli investigatori della questura.

Zoto aveva scelto un ufficio postale lontano dagli ambienti che di solito frequentava. Un ufficio grande che serve uno dei più popolosi quartieri della città. Pensava di confondersi tra pensionati e clienti che fanno la fila in attesa di pagare bollettini, fare versamenti o prelievi. Era entrato, aveva preso gli stampati che servono per compilare le raccomandante e li aveva riempiti scrivendo gli indirizzi di mittente e destinatari. Quando era arrivato il suo turno al banco per concludere l’operazione, Zoto era a un passo dalla spedizione delle tre lettere. Da quel momento in poi i 25 grammi avrebbero iniziato il loro viaggio tra centri di smistamento e uffici postali per poi finire nelle borse dei postini pronti a consegnare le dosi a chi le aveva ordinate. Un secondo

dopo aver affidato le buste al personale per ottenere la ricevuta di ritorno, i poliziotti che avevano visto e memorizzato ogni mossa del cliente-pusher bloccarono il passaggio della droga. L’apertura delle lettere confermò i sospetti che avevano portato gli agenti nell’ufficio postale.

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