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la sentenza

Ventuno assoluzioni per l’occupazione di Palazzo Feroci

Il giudice: il fatto non sussiste. L’immobile dell’ateneo sgomberato dopo sedici mesi di autogestione studentesca

PISA. Tutti assolti. Nessun reato per l’occupazione dell’aprile 2013 di Palazzo Feroci, l’ex dipartimento di Filologia. «Il fatto non sussiste» ha scandito il giudice Paola Giovannelli ieri mattina per i ventuno imputati assistiti dall’avvocato Tiziano Checcoli. Nell’ultima udienza sono stati sentiti alcuni testi e, dopo una breve camera di consiglio, il giudice ha emesso il verdetto che costituisce un precedente per altre situazioni aperte o già in giudizio su vicende simili. Dall’aprile 2013 e fino allo sgombero dell’agosto 2014, Palazzo Feroci fu “gestito” dai collettivi e dai centri sociali battezzati “Spot” con l’obiettivo di costituire «l'alternativa all'emergenza abitativa degli studenti poveri» in città, una «soluzione al caro alloggi e al caro affitti» per gli universitari di Pisa.

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Una proprietà privata, inserita dall’ateneo nel patrimonio immobiliare da vendere, si trasformò dalla sera alla mattina in un punto di riferimento per quegli studenti in difficoltà nel reperire posti letto. L’immobile abbandonato da tempo diventò, al pari di altri fondi dismessi occupati in anni recenti, il bersaglio per sollevare un problema e proporre una soluzione. Con mezzi che ora il Tribunale ritiene non siano stati messi in pratica violando la legge. Quell’esperienza di “studentato occupato autogestito” durò circa 16 mesi. Lo sgombero della polizia pose fine a quella storia che in luoghi diversi è stata poi riproposta con temi analoghi rivolti ai bisogni degli universitari e, più in generale, alle fasce deboli della città. Altri processi e denunce sono in corso per occupazioni estemporanee e durature.

Dal blitz sulla Torre di Pisa all’occupazione dell'ex Gea, il vecchio polo di Scienze della Pace in via Emanuele Filiberto che un gruppo di studenti elesse inizialmente come base della protesta contro la riforma dell'Isee, per poi subito diventare un'altra bandiera della contestazione contro la governance di ateneo e la politica di alienazioni degli immobili. Palazzo Feroci veniva frequentato tutti i giorni da decine di studenti. Attività di studio, culturale e, soprattutto, una risposta alla carenza di posti letto in città per i fuori sede. «Lo studentato nell'ultimo anno e mezzo ha rappresentato una soluzione alla mancanza di alloggi e al caro affitti per decine di studenti e studentesse dell'ateneo pisano» replicarono i protagonisti dell’occupazione all’indomani dell’allontanamento con la forza dai locali. Un tetto sulla testa a decine di studenti e «un laboratorio di organizzazione sociale contro l'impoverimento impegnato nel contrastare politiche pubbliche costruite contro di noi». Una battaglia durata poco più di un anno. Senza commettere reati.

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