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PIANETA CARCERE

Cella sovraffollata, sconto di pena

Detenuto condannato per concorso in omicidio sarà libero con 117 giorni di anticipo. Non aveva i 3 mq previsti dalla legge

PISA. Una cella sovraffollata vale uno sconto di pena. Un giorno ogni dieci trascorsi in quelle che la legge definisce condizioni «inumane e degradanti». Per il detenuto Samuele Roviezzo, prima nel carcere di Pistoia e poi in quello di Pisa, aver vissuto in meno di tre metri quadrati significa incassare 117 giorni di riduzione su una pena a 15 anni e 4 mesi inflitta per concorso in omicidio. Una sentenza passata in giudicato a fine 2011. Una storia di marginalità con balordi di paese che pensavano di fare un colpo a casa di un anziano solo perché sospettavano che avesse dei risparmi nascosti. Finì con la morte del pensionato di 84 anni colpito a sprangate.

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Era il febbraio 2008. Roviezzo, 44 anni, di Monsummano, condannato insieme al fratello e a un complice, fu arrestato quasi subito. Il suo conto con la giustizia è ancora aperto. Durante la detenzione, però, ha lamentato spazi ridotti e un sovraffollamento che, in certi periodi con i fisiologici picchi di ingressi, è stato tra le lacune più marcate del carcere Don Bosco. Una sofferenza per i detenuti e, di riflesso, per gli agenti della polizia penitenziaria costretti a gestire le turbolenze dei carcerati. Roviezzo aveva ottenuto soddisfazione dal magistrato di Sorveglianza nel 2016. La sua istanza era stata accolta sulla base di quanto previsto dalla normativa che risarcisce i detenuti con sconti di pena se ancora in carcere o con 8 euro se la pena è stata espiata. L’amministrazione penitenziaria aveva contestato la ricostruzione di Roviezzo presentando reclamo al Tribunale di Sorveglianza che aveva dato ancora ragione al detenuto. A quel punto è stata la Procura generale di Firenze a ricorrere in Cassazione contro lo sconto, ma la suprema corte ha detto no: il 44enne ha diritto a quei giorni di liberazione anticipata riparatoria per «la detenzione sofferta nella casa circondariale di Pistoia dal 23 marzo 2008 al 17 aprile 2008 e in quella di Pisa dal 25 marzo 2009 all'11 febbraio 2012». L’equazione carcere affollato, sconto di pena è ormai un dato acquisito. Tutto nasce dalla sentenza Torreggiani, in cui la Corte Europea per i diritti dell’uomo ha condannato l’Italia e dato ragione a 7 detenuti di Busto Arsizio e Piacenza, costretti a vivere in meno di 3 metri quadri a testa. Un verdetto che è la pietra angolare dei numerosi ricorsi arrivati ai Tribunali di Sorveglianza e confermati in Cassazione. Roviezzo è ancora detenuto. Sul conto finale deve scalare quei 4 mesi sotto forma di indennizzo dello Stato che non gli ha garantito una permanenza dignitosa in carcere.

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