Quotidiani locali

Vai alla pagina su Lavoro
TRIBUNALE

Errore di persona, commercialista a giudizio

L’Inps la scambia per la titolare di una ditta e la denuncia per contributi non versati. È stata assolta

PISA. Una svista che costa un processo. E a poco servono le scuse inviate alla Procura e alla “vittima” dell’errore. Quando la macchina degli apparati elefantiaci parte e gli ingranaggi si muovono in automatico capita anche di ritrovarsi al centro di un intrigo burocratico che significa spendere soldi per gli avvocati, avere carichi pendenti con la giustizia e doversi difendere da accuse campate in aria. Senza scomodare Kafka e il suo processo letterario, la storia che ha coinvolto una commercialista di Pisa somiglia a quei grovigli in cui uno si sforza di capire se sta sognando o se davvero quello che accade è la realtà. La storia è questa. C’è un lieto fine, ma prima di raggiungerlo la sequenza di cantonate arricchisce la vicenda di sfumature amare. Una professionista viene nominata dal Tribunale commissario giudiziale del calzaturificio Lorbac di Castelfranco di Sotto, storica azienda colpita dalla crisi. È una commercialista di 48 anni con studio a Pisa. Partecipa agli incontri in prefettura, segue la vertenza dando conto degli sviluppi a chi le ha affidato quell’incarico di pubblico ufficiale. Un giorno la dottoressa scopre di essere stata denunciata.

Da chi? Somma sorpresa quando viene a sapere il nome di chi l’accusa di aver violato la legge: è l’ Inps. Le contestano di non aver versato i contributi previdenziali dei dipendenti. L’omissione ci sarà anche stata, ma non poteva essere imputata al commissario giudiziale. Il pasticcio è emerso nella sua semplice banalità. Era successo che il funzionario dell’istituto di previdenza aveva scambiato il legale rappresentante della ditta con la professionista che per conto del Tribunale doveva seguire la procedura concorsuale in cui era finita l’azienda. Un errore di persona marchiano che ha costretto la commercialista ad affidarsi a un avvocato. Sì, perché la denuncia dell’ Inps ha avuto l’effetto di far scattare una decreto penale di condanna emesso dalla Procura, che aveva preso per buona la segnalazione dell’istituto, rifilando una stangata di 15mila euro al commissionario giudiziale. Che ha impugnato il provvedimento davanti al Tribunale sperando che qualcuno si accorgesse della scivolata.

L’ Inps le aveva anche scritto scusandosi dell’errore, definito procedurale, di non aver saputo riconoscere il titolare

di un’impresa. Ieri mattina, assistita dall’avvocato Roberto Bottai, la commercialista è stata assolta dal giudice Raffaella Poggi per non aver commesso il fatto. Fine della storia surreale. Il legale aveva anche chiesto i danni, ma non li ha ottenuti.

I COMMENTI DEI LETTORI

TrovaRistorante

a Pisa Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PROMOZIONI PER GLI AUTORI, NOVITA' ESTATE 2017

Stampare un libro, ecco come risparmiare