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Meningite C, è sempre grave l'agente immobiliare 

Pisa: l'uomo, di 56 anni, è ricoverato nel reparto di rianimazione a Livorno. La prognosi è riservata

PISA. È sempre in condizioni gravissime l'agente immobiliare di 56 anni, residente in una piccola frazione del comune di Capannoli e che lavora a Pisa dove ha un’agenzia, colpito da meningite di tipo C. L’uomo ha cominciato a star male, con febbre alta e i sintomi di un’infezione, compreso quello della perdita di conoscenza, nella giornata di martedì. Oltre alla febbre, che mercoledì 19 si era abbassata, all’uomo sono poi comparse macchie rosse, che con il passare delle ore sono diventare quasi nere, sui piedi e sulle mani. I medici del pronto soccorso dell’ospedale Lotti di Pontedera, dove il 56enne è stato accompagnato il 18 sera, hanno fatto la prima diagnosi di sospetta meningite e ne hanno disposto il trasferimento all’ospedale di Livorno, dove è stato ricoverato e dove i medici si sono riservati la prognosi, in attesa di conoscere il ceppo di quella che risulterebbe una forma di meningite, diagnosticata dai sanitari ancora prima di conoscere l’esito delle analisi di laboratorio.

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I primi a sapere che l’assicuratore poteva avere la meningite sono stati i familiari e successivamente gli amici, subito informati dei rischi e della necessità di sottoporsi alla profilassi. Nella mattinata di ie l’Asl Nord Ovest ha confermato questo nuovo caso di «sepsi meningococcica di tipo C», spiegando che il risultato della tipizzazione sarebbe stato comunicato nel pomeriggio. E la stessa informazione è stata data anche ai parenti che sono andati, fin dalla prima mattinata di ieri a trovare l’uomo, anche se è in rianimazione. In serata la conferma: si tratta del ceppo C. L’Asl ha poi aggiunto che il 56enne non è vaccinato, è in terapia intensiva a Livorno nel reparto di rianimazione e oggi sarà possibile capire qualcosa di più sul decorso della malattia. E soprattutto potranno essere valutate le eventuali conseguenze causate dalla malattia.

La sera del 18 aprile il paziente è arrivato al Lotti con un’ambulanza accompagnato dalla moglie. È stata attivata l’Igiene e sanità pubblica della Valdera che, ieri mattina, per prima cosa ha cercato di individuare, sulla base delle indicazioni date dai familiari e dai colleghi, le persone che sono entrate in stretto contatto con il paziente, alle quali è stata somministrata la profilassi e offerta la vaccinazione. A differenza di altri casi, non è stato divulgato l’elenco dei luoghi dai lui frequentati in quanto - così è stato detto - il problema riguarda solo chi è entrato in stretto contatto con lui che in questi giorni e durante il ponte di Pasqua era stato con parenti o comunque ha incontrato persone che l’Asl è riuscita a raggiungere con le informazioni ricevute dai familiari. Per tutti gli altri, questo è quanto più volte ribadito dall’Asl, non è stata ritenuta necessaria la profilassi.

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I medici igienisti della Valdera sono rimasti a disposizione per ogni eventuale chiarimento e informazioni ai seguenti numeri di telefono 0587-273436/339/332/437. Anche perché dopo la notizia dell’ennesimo caso di meningite si è scatenato il panico e tante persone, anche chi semplicemente abita nello stesso comune e non conosce l’agente immobiliare, ha vissuto una giornata di grande allarme. Per ulteriori chiarimenti sulla profilassi e sulla vaccinazione, la Asl continua ogni volta a raccomandare di rivolgersi al proprio medico curante o agli ambulatori del dipartimento di prevenzione della Asl.

A metà marzo in Valdera c’è stato un caso molto simile anche se i due pazienti non si conoscono. Si era parlato di un caso di meningite meningococcica di tipo C diagnosticata a una giovane di 27 anni, di Cascina, non vaccinata. Dopo l’accesso al pronto soccorso dell’ospedale Lotti a Pontedera era stata trasferita a Livorno. Dall’inchiesta epidemiologica effettuata dai sanitari dell’Igiene pubblica della Asl era risultato che la donna, nei dieci giorni precedenti l’esordio della sintomatologia, aveva frequentato una serie di locali della Valdera, per cui era stata disposta una “campagna” di profilassi.

Invece, a metà febbraio era stata ricoverata in gravissime condizioni una 25enne colpita da una forma non contagiosa di meningite (pnemococcica) e ricoverata in gravi condizioni all’ospedale Lotti. Anche per lei la diffusa infezione l’aveva costretta a un lungo ricovero in rianimazione. Dopo settimane la giovane è tornata a casa e i familiari hanno potuto tirare un sospiro di sollievo.
 

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