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Settemila euro in beneficenza nel segno di Laura 

A Admo, Agbalt e Avis i soldi raccolti in una serata alla 46esima Brigata Aerea dai Lions Pisa Certosa

PISA. Oltre settemila euro sono stati donati dai Lions Pisa Certosa alle associazioni Admo (Associazione Donatori Midollo Osseo), Agbalt (Associazione Genitori per la cura e l'assistenza ai Bambini Affetti da Leucemia o Tumore) e Avis (Associazione Volontari Italiani del Sangue) al termine di un evento organizzato in collaborazione con la 46esima Brigata Aerea.
Alla serata conviviale, che si è svolta all’interno della cittadella dell’Aeronautica, hanno partecipato 190 invitati e un folto numero di sponsor che hanno messo a disposizione professionalità a costo zero, contribuendo in maniera determinante al buon esito della raccolta fondi.
I docenti e i ragazzi dell'istituto alberghiero Matteotti hanno preparato e servito l'aperitivo in giardino e la cena nel salone delle feste, addobbato per l’occasione di giallo e blu, i colori sociali dei Lions. Al duo Acoustic Dream, vocalist Valentina Bagni e chitarra Massimo Pancrazi, è stato affidato il sottofondo musicale. Sono stati il generale Achille Cazzaniga, comandante della 46esima Brigata Aerea e la giornalista Candida Virgone, in veste di presidente Lions, ad introdurre la serata con al centro il tema della donazione e la voce di Paolo Ghezzi, commovente interprete di alcuni brani del libro “ConVivere”, edito da Ets e scritto insieme alla giovane Laura Massa, prematuramente scomparsa nel 2015. Con lui sul palco il figlio Mattia e Lisa Cecchetti.
«Nel 2014 - ha raccontato Ghezzi - Laura, un'adolescente coraggiosa e moderna che fin dall'età di tre anni lottava contro un neuroblastoma, apre una pagina Facebook chiamata “ConVivere” per testimoniare che la vita, nonostante tutte le avversità, rimane sempre una cosa meravigliosa. La pagina viene seguita da 13mila followers, con commenti in 25 lingue, 800mila persone raggiunte in un solo mese».
Dalla lettura di quelle pagine Facebook, ricche di emozioni, speranza e perfino gioia, Ghezzi propose a Laura di scrivere un libro a quattro mani, idea che la ragazza accettò con entusiasmo. Un libro di cui Laura ha potuto soltanto scegliere la copertina. Ghezzi ha poi continuato a scrivere, selezionando i post, le immagini e le emozioni che Laura ha trasmesso. La ragazza, in seguito alla donazione del midollo osseo da parte della sorella, visse altri sette anni. «Anche se il trapianto non ha impedito un’evoluzione fatale della malattia - ha detto Ghezzi- non significa che non
sia la soluzione migliore, a volte l’unica». Perché “finché esiste un donatore esiste anche un'opportunità di vivere”: è questo il motto di Admo e anche il sottotitolo del libro. Presenti alla serata anche i genitori di Laura, Monica e Celestino Massa.
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