Quotidiani locali

Pisamover, il deserto dei maxi parcheggi

La navetta è in funzione ma i nuovi scambiatori sono sempre vuoti. Eppure dovrebbe essere uno dei nodi essenziali per la tenuta della gestione economica della navetta

PISA. Spettrale. Il parcheggione scambiatore di via di Goletta, a poche centinaia di metri dall’aeroporto Galilei, è praticamente deserto. E pensare che ha più di 500 posti auto e che, insieme all’altra porzione di parcheggione lato Aurelia (1.400 posti totali), era, ed è, uno dei fattori essenziali per la tenuta economica dell’affaire Pisamover, la navetta costata 72 milioni di euro inaugurata il 18 marzo alla presenza del ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio.

Il Pisamover è stato presentato e voluto in prima battuta dall’allora Sat, poi confluita in Toscana Aeroporti, come potenziamento ed ammodernamento dei servizi del Galilei. Una sorta di panacea per la mobilità dall’aeroporto alla stazione centrale (e da qui a Santa Maria Novella, a Firenze): collegamenti frequenti e di qualità al posto del vecchio treno bloccato talvolta dal passaggio a livello. Ma non è solo questo. Il Pisamover, in realtà, deve servire anche ad intercettare il traffico di pendolari e visitatori che arrivano in città dall’Aurelia, dalla Fi-Pi-Li o dall’autostrada. E per ora le cose non funzionano.

Ecco l'inaugurazione del PisaMover: la navetta su rotaia Inaugurato il People Mover, ovvero la navetta di collegamento tra aeroporto Galilei e stazione ferroviaria, con fermata intermedia ai nuovi parcheggi scambiatori sull’Aurelia. È un’opera dal costo complessivo di 72 milioni di euro, 21 dei quali finanziati da fondi europei attraverso la Regione, e il resto a carico del concessionario che gestirà l’infrastruttura per quasi 36 anni (video Fabio Muzzi) - L'ARTICOLO E I DETTAGLI SUL SERVIZIO

Quanto è lontano, vicino o scongiurabile il rischio di un flop? E perché quei parcheggioni sono così vuoti? Per ora si procede per tentativi di risposte. Che sicuramente si stanno ponendo anche i vertici della Pisamover Spa, la società privata concessionaria per quasi 36 di questo sistema di collegamento.

Forse è colpa della segnaletica stradale lacunosa oppure della mancanza di incisive campagne informative sul web e sui social. C’è anche chi dice che 2,70 euro per la corsa occasionale sia un prezzo troppo alto (tra andata e ritorno, dal lunedì al sabato, il costo raddoppia). Questo vale però soprattutto per il passeggero dell’aeroporto che prende la navetta, ma se ne frega del parcheggione.

Invece per la sosta auto (18 ore), più il ticket andata/ritorno del Pisamover, bastano 2,50 euro a persona. E se nell’auto ci sono più persone il costo non raddoppia, ma scende a “scalare”. E poi ci sono peccati veniali come i totem per i ticket da migliorare, la mancanza di cestini e, se vogliamo, possiamo aggiungerci il satellitare delle auto che per arrivare in quel parcheggio fa fare un percorso astruso. Girando per la zona, completano il quadro i parcheggi più vicini al Galilei che sono tutti pieni e dove il costo non supera mai i 7,50 euro giornalieri.

Ma torniamo al punto. La ricerca dell’arca perduta, ovvero la missione che attende quei pendolari che vengono a Pisa da Empoli, Pontedera, Cascina e che usano la Fi-Pi-Li. Non c’è alcun cartello nei dintorni, prima di giungere a destinazione, che indichi la presenza di quel parcheggio totalmente vuoto ed a cifre molto concorrenziali. Invece per chi viene dalla superstrada non vi è alcuna segnaletica accattivante e convincente. E non c’è neppure sull’Aurelia, da dove si accede al parcheggio “gemello” di via di Goletta e che, a maggior ragione, dovrebbe intercettare il flusso di pendolari che arriva dall’area livornese. Un po’ i parcheggi satelliti se la ridono. Sono quasi tutti pieni e per massimo 7,50 euro per 24 ore ti danno lo stallo a pochi metri dalla fermata della Lam Rossa che però, attenzione, è ormai in via di estinzione per non creare appunto troppa concorrenza con il parcheggio del Pisamover. Alcuni di questi parcheggi hanno anche la navetta gratuita che ti porta all’aeroporto.

Fabrizio Cerri, amministratore unico di Pisamo, corre ai ripari dicendo subito: «Con il Comune e con il soggetto gestore abbiamo già individuato le zone dove mettere la segnaletica sia sulla Fi-Pi-Li che sull’Aurelia, oltre che nel centro cittadino. Sarà una segnaletica che riporterà due loghi: quello del Pisamover e quello del parcheggio. Si tratta di aspettare qualche giorno e mi sembra quindi prematuro avanzare troppe critiche a pochi giorni dall’inaugurazione dell’opera». Sarà anche prematuro, fatto sta che sono passati undici giorni dal taglio del nastro ed i parcheggi privati hanno sette o otto segnali stradali, il Pisamover manco uno. Non si potevano mettere prima i segnali e poi inaugurare i parcheggioni?

Altro fronte è quello dell’informazione agli utenti. Non c’è stata finora alcuna vera campagna informativa sul web o attraverso le associazioni di categoria oppure gli enti che hanno sede in città dove lavorano molti pendolari. Su 72 milioni spesi, forse qualche euro in questo senso poteva essere previsto. Anche perché se 1.400 posti auto restano vacanti vuol dire che giornalmente l’incasso rimane inevaso. E questa situazione perdurerà per mesi. E’ difficile infatti far cambiare abitudine alle persone in poco tempo.

«Il gestore del Pisamover - aggiunge Cerri - farà un grande battage pubblicitario sul servizio». Sarebbe opportuno anche provvedere alla stipula di accordi con le associazioni di categoria per offrire sconti e quindi incentivare all’uso del parcheggio. Così come si dovrebbe percorrere la via delle convenzioni con l’Università, l’Azienda ospedaliera, il Cnr. Tutti centri, questi, che muovono giornalmente centinaia di pendolari.

Cerri annuncia l’avvio di “pacchetti” con abbonamenti mensili che dovrebbero essere attivati nei prossimi giorni o comunque settimane.

Altra problematica riscontrata e che potrebbe creare forti disagi all’utenza è la presenza di sole due casse automatiche nella stazione-parcheggio di via di Goletta (con i flussi attuali sono più che sufficienti). Le due casse peraltro non accettano carte di credito. «Un problema risolvibile in poco tempo», continua Cerri. Gli stessi totem-cassa hanno una scritta in inglese, esplicativa del loro funzionamento, troppo piccola. Mentre, quasi per contrappasso, è solo in lingua inglese la cartellonistica interna all’aeroporto dove si scrive «Pisamover shuttle to railway station». La stessa parola Pisamover è conosciuta più o meno da qualche pisano un po’ più avvezzo al viaggiare. E magari non tutti gli italiani hanno dimestichezza con la lingua di Albione.

La sensazione che si ha parlando con chi ha ideato e progettato l’operazione Pisamover è che «era tutto prevedibile nella fase iniziale». In qualche modo, il fatto che il parcheggione rimanesse deserto per dieci giorni, e forse di più, era tenuto in conto. Altre pecche, forse veniali, sono la mancanza di cestini sia nel parcheggio che nei camminamenti per arrivare alle fermate del Pisamover. Senza dimenticare che l’aeroporto fornisce un servizio di carrelli per i bagagli costosissimo, pari cioè a due ore per percorrere poche decine di metri. Forse, la iattura di caricare altri 2 euro a chi già paga il biglietto del Pisamover potrebbe essere risparmiata.

La navetta tecnologica, al momento, non ha risolto alcuna delle problematiche attinenti alla mobilità cittadina. I suoi parcheggi restano vuoti, mentre il traffico veicolare impazza come sempre.

Pisa, viaggio virtuale sul People Mover: la navetta che collega aeroporto e stazione Pensato per migliorare il collegamento tra l'aeroporto e la stazione ferroviaria di Pisa. Il People mover è il progetto di una navetta, composta da tre cabine, che funziona grazie a un sistema a fune su rotaia. La Regione Toscana ha investito 21 milioni di euro (di fondi europei) sull'infrastruttura - L'ARTICOLO

TrovaRistorante

a Pisa Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NOVITA' E LIBRI TOP DI NARRATIVA, POESIA, SAGGI, FUMETTI

Spedizioni gratis su oltre 30 mila libri