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Condanna di Logli, il giudice: "Una persona dall'indole menzognera"

Caso Ragusa, ecco le motivazioni in 134 pagine: "Uomo dall'insensibilità d'animo"

PISA. "Logli cominciò a delinearsi come protagonista di una galassia di menzogne che non risparmiavano nessuno. Un uomo dall'indole menzognera e con una consistente insensibilità d'animo palesata non solo nei riguardi di Roberta, ma anche di Sara, donna della quale si dice innamoratissimo, ma che costringe a una vita da perenne amante".

E' un passaggio delle 134 pagine scritte dal giudice Elsa Iadaresta nelle motivazioni della sentenza di condanna a 20 anni per Antonio Logli. Il deposito è avvenuto sabato 18 marzo e dalla mattina del 20 marzo le parti hanno avuto accesso al documento che racconta, in un excursus dettagliato, perché secondo il gup il marito di Roberta Ragusa è colpevole oltre ogni ragionevole dubbio. L'imprenditrice di Gello è sparita nella notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012. Per il giudice il teste Loris Gozi è credibile, mentre non lo sono le ipotesi alternative all'omicidio per giustificare la scomparsa di Roberta. "Domani 21 marzo avrebbe compiuto 50 anni" afferma l'avvocato Nicodemo Gentile dell'associazione Penelope, presente come parte civile anche al processo di Padre Graziano ad Arezzo. Aggiunge il legale:  "Il giudice ha ricostruito quanto da noi sostenuto circa l'indole menzognera del Logli che ha sempre negato anche quando era impossibile mentire: resta il dolore umano pensando ai figli e a Roberta che domani avrebbe compiuto 50 anni". Secondo il giudice, Logli "ha mentito sulla profonda crisi che attraversava da tempo il suo matrimonio" ma anche sulla sua lunga "relazione extraconiugale con Sara Calzolaio, iniziata nel 2004 e che ha riferito solo il 16 gennaio 2012 allorché la donna lo mise alle strette". Inoltre, secondo Elsa Iadaresta, Logli "ha mentito anche dopo avere rivelato la relazione riferendo di avere effettuato una sola telefonata alla Calzolaio, quando in realtà ve ne sono state tre consecutive, l'ultima delle quali alle 00.18 di appena 28 secondi" della notte in cui scomparve Roberta.

Roberta Ragusa, 20 anni di condanna per il marito Antonio Logli I no-comment degli avvocati di Antonio Logli parlano più di molte parole. L'elettricista e marito di Roberta Ragusa, la donna scomparsa nella notte fra il 13 e 14 gennaio 2012, è stato condannato dal Tribunale di Pisa a 20 anni di reclusione, con l'interdizione alla potestà genitoriale sui due figli e l'obbligo di dimora a Gello di San Giuliano Terme. Soddisfazione, invece, è stata espressa dalle parti civili e dai legali di famiglia. Commozione per le cugine: "Le ferite si rimarginano - dice Maria Ragusa - ma non poter andare a portarle un fiore rimane la nostra pena"VIDEO DI ANDREA LATTANZI

 

Entro 45 giorni - si arriverà al primi di maggio come scadenza - il legale di Logli, Roberto Cavani, dovrà presentare ricorso in appello contro la condanna. Dovrà cogliere le carenze e i passaggi che ritiene illogici o contraddittori. E affidarsi al secondo giudizio, quello della Corte d'Assise d'Appello di Firenze. Per la complessità del processo e il quadro più indiziario che sostenuto da prove schiaccianti, le motivazioni non si limiteranno a poche pagine per raccontare genesi ed epilogo di un omicidio volontario con distruzione di cadavere. Il "romanzo" di un caso di scomparsa che ha arruolato da anni su due fronti contrapposti colpevolisti e innocentisti, si snoda in 134 pagine scritte per mettere in fila fatti e persone e argomentare, in un finale già letto, la decisione di condannare Logli. Dal 21 dicembre l'elettricista della Geste segue le prescrizioni del gip. Rientra in casa alle 21 e non esce prima delle 6. Si muove tra Pisa e San Giuliano Terme.

Il caso Roberta Ragusa: dalla scomparsa alla condanna di Antonio Logli Nella notte tra il 12 e il 13 gennaio del 2012 Roberta Ragusa scompare da casa. A distanza di quasi 5 anni ecco la sentenza sul marito Antonio Logli: per lui 20 anni di condanna con rito abbreviato - L'ARTICOLO

Dopo che il Tribunale del Riesame ha respinto l'arresto in carcere chiesto dalla Procura vietandogli, però, l'espatrio, Logli deve comunicare con frequenza i suoi spostamenti ai carabinieri. Una misura cautelare blanda in attesa dell'appello dove il marito di Roberta, sparita da Gello nella notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012, troverà una giuria popolare e due giudici togati. È plausibile indicare nella fine dell'anno o nei primi mesi del 2018 l'udienza che resterà a porte chiuse. Logli non potrà essere condannato a una pena superiore a quella inflitta in abbreviato in primo grado. Anzi, se in appello i giudici dovessero riconoscergli le attenuanti generiche, non concesse dal gip Iadaresta, l'imputato avrebbe diritto a un ulteriore sconto di un terzo della pena passando da 20 a 14 anni.

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