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Logli, depositate le motivazioni della condanna

Caso Ragusa, il giudice spiega perché Antonio è colpevole Entro i primi di maggio il ricorso in appello della difesa

PISA. Si è presa quasi tutto il tempo (90 giorni) previsto dopo la sentenza per spiegare perché perché Antonio Logli è colpevole oltre ogni ragionevole dubbio.

Ieri mattina il gip Elsa Iadaresta ha depositato in cancelleria le motivazioni del verdetto di condanna che il 21 dicembre scorso si è tradotto in una pena (con rito abbreviato) a 20 anni per il marito di Roberta Ragusa.

Da domani i protagonisti del processo, dalla Procura alla difesa e alle parti civili (parenti e associazione Penelope) e potranno chiedere copia delle motivazioni. L’avvocato Roberto Cavani, difensore di Logli, avrà un’attenzione più marcata degli altri nella lettura delle pagine scritte dal giudice che ha riconosciuto colpevole il suo cliente.

Entro 45 giorni - si arriverà al primi di maggio come scadenza - il legale dovrà presentare ricorso in appello contro la condanna. Dovrà cogliere le carenze e i passaggi che ritiene illogici o contraddittori. E affidarsi al secondo giudizio, quello della Corte d’Assise d’Appello di Firenze.

Per la complessità del processo e il quadro più indiziario che sostenuto da prove schiaccianti, le motivazioni non si limiteranno a poche pagine per raccontare genesi ed epilogo di un omicidio volontario con distruzione di cadavere.

Il “romanzo” di un caso di scomparsa che ha arruolato da anni su due fronti contrapposti colpevolisti e innocentisti, avrà decine di pagine scritte per mettere in fila fatti e persone e argomentare, in un finale già letto, la decisione di condannare Logli.

Dal 21 dicembre l’elettricista della Geste segue le prescrizioni del gip. Rientra in casa alle 21 e non esce prima delle 6.

Si muove tra Pisa e San Giuliano Terme. Dopo che il Tribunale del Riesame ha respinto l’arresto in carcere chiesto dalla Procura vietandogli, però, l’espatrio, Logli deve comunicare con frequenza i suoi spostamenti ai carabinieri.

Una misura cautelare blanda in attesa dell’appello dove il marito di Roberta, sparita da Gello nella notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012, troverà una giuria popolare e due giudici togati. È plausibile indicare nella fine dell'anno o nei primi mesi del 2018 l'udienza che resterà a porte chiuse.

Logli non potrà essere condannato a una pena superiore a quella inflitta in abbreviato

in primo grado.

Anzi, se in appello i giudici dovessero riconoscergli le attenuanti generiche, non concesse dal gip Iadaresta, l'imputato avrebbe diritto a un ulteriore sconto di un terzo della pena passando da 20 a 14 anni.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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