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TRIBUNALE

Si tiene i soldi dei ticket: sotto processo

Ex assistente di laboratorio accusata di peculato. Chiedeva di pagare in contanti promettendo sconti

PISA. «Mi dia pure i soldi in contanti che le faccio lo sconto». L'addetta dell'azienda ospedaliera incassava le banconote, ma non versava il denaro per il pagamento dei ticket che i cittadini pensavano di aver saldato. La scena successiva era quella dei pazienti che chiedevano il servizio per il quale credevano di aver diritto e, invece, si sentivano rispondere che senza pagare non era il caso di insistere nelle pretese. Non poteva durare a lungo e, infatti, il giochetto è stato ripetuto solo sei volte prima di essere scoperto. Prima ancora di affrontare il fronte penale, la protagonista della vicenda ha lasciato il lavoro da assistente tecnico di laboratorio dell'azienda ospedaliera. Lo strascico giudiziario dei comportamenti ritenuti illegali dall'Aoup per Giulia Venturucci è arrivato con il rinvio a giudizio per peculato continuato. È stato il gip Giulio Cesare Cipolletta a disporre il processo per l'ex dipendente ospedaliera che al Santa Chiara era inquadrata come assistente tecnica di laboratorio. L'importo contestato sui soldi intascati e non girati all'ospedale è modesto, non arriva ai mille euro. Gli ammanchi di cui è accusata la donna sono concentrati nel mese di dicembre 2014. Sei episodi abbastanza ravvicinati nel tempo con somme che vanno dai 150 ai 180 euro. Gli ignari cittadini versavano, inconsapevoli di regalare denari alla dipendente e non per il servizio effettuato dal dipartimento di tossicologia forense per esami del sangue o sui capelli. Venturucci da tempo ha lasciato l'ospedale. Il prossimo anno comparirà davanti al Tribunale in sezione collegiale per rispondere del reato di peculato. Ha perso il posto e rischia una condanna per neanche mille euro. Secondo la Procura «con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, in qualità di incaricata di pubblico servizio, nella specie, rivestendo il ruolo di operatore tecnico di laboratorio presso l'Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana, si appropriava

delle somme di denaro di seguito indicate, per un importo complessivo di 953 euro che le erano state corrisposte in contanti da vari pazienti a titolo di pagamento del ticket per prestazioni sanitarie erogate dalla predetta azienda ospedaliera». L'ospedale si è costituito parte civile.

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