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Controlli illegittimi ai cacciatori: sospese tre guardie

Stop della Provincia da 12 a 30 mesi per i volontari in divisa. Chiesero documenti e porto d’armi, ma non potevano farlo

PISA. Più sceriffi che guardie volontarie. E senza essere nel Far West a combattere banditi e assassini, ma in quella dolce campagna pisana buen retiro di famiglie facoltose e davanti a un pensionato di 70 anni. Che aveva sì un’arma, un fucile calibro 12, tenuto, però, nella sua custodia in macchina.

Nel ruolo di tutori della legge tre guardie giurate volontarie al servizio della Provincia.

Pensavano di aver trovato una doppietta che non rispettava il divieto di caccia. Non era così. Non solo il 70enne non stava sparando ai volatili, ma era anche fuori dal perimetro in cui l’attività venatoria è proibita. Quello che era evidente alla vista non era bastato. Gli hanno chiesto i documenti e l’esibizione del porto d’armi neanche fosse un sospettato da identificare per garantire la pubblica sicurezza.

Un faccia a faccia tra chi si faceva forte di una divisa e chi poteva fare ricorso solo al buonsenso. Quello che, per la Provincia, è mancato ai tre protagonisti di un opinabile senso del dovere concluso con la denuncia del pensionato per rifiuto di indicazioni sulla propria identità personale e inosservanza dei provvedimenti dell'autorità. Più che un eccesso di zelo, una violazione del regolamento. Il risultato del controllo un po’ troppo brusco è che il comandante della polizia provinciale, Daniele Serafini, ha inflitto ai tre una sospensione dalla qualifica. Per due lo stop è di 24 e 30 mesi (ci sono due episodi contestati), mentre il terzo resterà fermo solo per un anno perché coinvolto in un caso. Sullo sfondo c’è anche una valutazione per passare al profilo penale con un’ipotesi di denuncia per abuso d’ufficio.

Le storie si sono svolte a Fauglia, il 21 novembre e lungo al Sp 13, detta via del Commercio nel comune di Crespina-Lorenzana, il 30 dello stesso mese. A Fauglia, nonostante fosse stato chiarito (sia da un pubblico ufficiale sul posto e poi attraverso una telefonata di spiegazioni con l’ispettore del servizio) che era in atto intervento di contenimento e controllo per limitare la presenza dei piccioni, le due guardie volontarie avevano presentato una segnalazione scritta ad altri enti sull’opportunità «di porre in essere ulteriori loro accertamenti in ordine alla regolarità dell’intervento di pubblica utilità in interesse».

Una mossa che secondo la Provincia aveva «creato ingiustificato allarmismo e recato potenziale discredito organizzativo ed operativo nei confronti dell’ente e dell’organo di polizia specificamente preposto al coordinamento amministrativo ed operativo degli interventi di contenimento». Ma il fatto più grave è stato quello di aver chiesto i documenti, senza averne titolo, al pensionato che si era ritrovato a render conto di quell’incontro infelice in una caserma dei carabinieri. Era il 30 novembre e nei pressi della Sp 13, le tre guardie volontarie incrociano un anziano mentre si sta mettendo gli stivali. In auto, nella custodia, ha un fucile. Scrive la Provincia nel giustificare le sospensioni delle guardie: «Nonostante le oggettive e contestuali evidenze di modo, di tempo e di luogo in cui si stava svolgendo l’atto di accertamento, le guardie hanno insistito sia nel pretendere l’esibizione del porto d’armi, sia nel pretendere che il signor (omissis) fornisse le proprie generalità».

Anche nella denuncia contro il 70enne le guardie scrivono che il pensionato «non si trovava in atteggiamento di caccia». Ma sono andate avanti lo stesso ritenendo «di poter esercitare funzioni e poteri, in realtà di esclusiva competenza delle forze di polizia di Stato o locali». E nella determinazione di voler punire la doppietta, ritenuta in fallo, hanno ottenuto l’effetto di boomerang della sospensione. Perché simili episodi per la

Provincia «sono un pregiudizio per le indispensabili garanzie di natura comportamentale, istruttoria e procedurale che il possesso della qualifica di guardia volontaria ittico-venatoria impone a chi la possiede». I volontari sono utili, ma non devono fare i Rambo.

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