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PISA

Movida, la lotta si fa con la " birra calda"

Ordinanza del sindaco: vietato conservare alcolici nei frigoriferi. E fino al 4 dicembre stop alla vendita dalle 22 alle 6

PISA. La lotta alla movida? Si combatte con una ricetta semplice: la scoperta della birra calda. Imporre la temperatura ambiente alla bevanda che alimenta, tra eccessi e distese di bottiglie, le serate dei giovani in centro, per il Comune è una soluzione praticabile nella battaglia contro la maleducazione di chi non rispetta piazze e vie del centro. Un deterrente che nelle intenzioni dell'amministrazione dovrebbe scoraggiare l'acquisto e, di conseguenza, ridurre la circolazione del "carburante" causa non esclusiva, ma incisiva, di abbandoni selvaggi e vicoli trasformati in vespasiani a cielo aperto.

L'ordinanza del sindaco. Il provvedimento è stato firmato dal sindaco Marco Filippeschi. «Sono ancora in attesa dell'annunciata legge Alfano - spiega -. Oggi l'unico strumento a disposizione di un sindaco per contrastare certi fenomeni di degrado e di insicurezza urbana rimane quello delle ordinanze che sono solo contingibili e urgenti. Ordinanze che per legge devono avere un limite sia geografico che di durata. Ancora una volta non mi tiro indietro ed impiego questo strumento, nella consapevolezza che la mancanza di leggi che diano maggiori poteri ai sindaci è ormai diventata una grave lacuna per responsabilità di parlamento e governi». In vigore fino al 4 dicembre. Il periodo indicato per far rispettare le prescrizioni non comprende proprio i mesi di calura estiva che invogliano a consumare bevande fredde. Il divieto resterà in vigore fino al 4 dicembre.

Nell'ordinanza firmata da Filippeschi sulla base della proposta redatta dal comando della polizia municipale, ritorna anche lo stop - in perimetri definiti - della vendita da asporto dalle 22 alle 6 «di bevande alcoliche di qualunque gradazione, in qualsiasi contenitore e di ogni altra bevanda in contenitori di vetro». Un divieto ripetuto nel tempo che ha prodotto diverse multe senza, tuttavia, diminuire il volume delle vendite. La birra è e rimane la "compagna" preferita delle serate pisane. Peccato che c'è chi lascia le bottiglie in strada o le usa come ornamento-sfregio ai monumenti.

Birra calda. La novità, ripresa da altre realtà soprattutto della riviera romagnola (Rimini l'ha adottata a giugno), è quella di imporre ai commercianti di tenere negli esercizi una bevanda poco invitante per i clienti. E la birra la calda dovrebbe rientrare nella categoria. Bottiglie e lattine fuori dai frigoriferi 24 ore al giorno. Lo scrive il sindaco sottolineando «il divieto di detenere bevande alcoliche di qualsiasi gradazione in qualunque sistema e/o apparecchio di refrigerazione e raffrescamento presso i locali di esercizio delle attività (comprese le aree esterne pertinenziali) allo scopo di venderle in qualsiasi contenitore in tutto il complessivo orario di apertura e per tutto il periodo di durata di validità della presente ordinanza». Per i locali che fanno somministrazione (bar, pub, ristoranti, eccetera) cambia solo che, nel caso il cliente voglia portare l'alcolico fuori dall'area del locale (i tavolini esterni fanno parte del locale), dovrà essere versato in contenitori di plastica.

Strage di bottiglie. Non c'è solo il rumore provocato dagli assembramenti notturni sotto le finestre dei residenti. I lasciti post-movida mettono in fila collezioni di rigurgiti scaricati in strada, bottiglie di vetro a lastricare le pavimentazioni o a deturpare statue e arredi urbani. La concentrazione di minimarket e locali nei luoghi caldi dei rendez vous serali favorisce la consumazione in zona. E di qui la conseguenza sgradita degli abbandoni dopo aver bevuto. Patrimonio da difendere. La Soprintendenza ha scritto di recente a Palazzo Gambacorti evidenziando «come il centro storico sia "inondato di residui e detriti vari", e che tale stato di degrado in alcune zone "è sovente incrementato da colli di bottiglia infilati nei fori delle zanelle pavimentali in pietra". Si richiamano le amministrazioni pubbliche all'assolvimento "degli obblighi di tutela e conservazione, individuati chiaramente nel Codice dei beni Culturali e del Paesaggio nelle azioni di prevenzione idonee a limitare le situazioni di rischio del patrimonio culturale (…) ed al mantenimento della sua integrità, dell'efficienza funzionale e dell'identità del bene e delle sue parti».

Secondo una stima attendibile con i dati Avr la raccolta di bottiglie di vetro in terra - fuori di cestini e contenitori per la raccolta differenziata - è pari a circa 1.500 pezzi al giorno dal lunedì e giovedì. Numero che sale a 3.000 nei week end (venerdì e sabato). Non potendo impedire l'acquisto di alcolici, il Comune prova con l'ordinanza della " birra calda" almeno a limitarne la vendita. Con i vigili urbani e le forze dell'ordine incaricati di verificare la temperatura delle bevande.

Le zone interessate. Ecco le aree all’interno delle quali è in vigore l’ordinanza. Zona Nord: piazza Mazzini, via Santa Bibbiana, via Giusti, via Palestro, via Cavour, via Calafati, via San Francesco, via Santa Cecilia, Piazza Martiri della Libertà, piazza Santa Caterina, via S. Caterina, via Carlo Fedeli, via Cardinale Maffi, piazza Arcivescovado, Piazza del Duomo,

via Roma, lungarno Pacinotti, lungarno Mediceo. Zona Sud: lungarno Fibonacci, lungarno Galilei, Ponte di Mezzo, lungarno Gambacorti, lungarno Sonnino, via Porta a Mare, via Cesare Battisti, via Mascagni, Piazza della Stazione, via Corridoni, via Fratti, Piazza Guerrazzi, Piazza don Minzoni.

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