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Botte all'asilo, anche le colleghe alzavano le mani

Le carte dell’indagine di Pisa, altre due maestre indagate. Secondo gli inquirenti non si limitavano a guardare e tacere: anche loro prendevano di mira i piccoli. Sonia Ori resta ai domiciliari per i colpi e le umiliazioni ai bimbi

PISA. «Stai in piedi, forza stai in piedi!!! Non devi dormire, porca miseria! Stai in piedi. E basta, sembra d’esse’ a una sezione di lattanti, sta in piedi!!!». Urla la maestra Marcella. Sembra un sergente. È sempre così, si arrabbia quando qualcuno si lascia andare, quando le palpebre si fanno pesanti per la stanchezza, la testa diventa un macigno e i più piccoli, quelli che hanno pianto per tutta la mattina chiamando la mamma, li vedi crollare sui tavolinetti. Non ce la fanno più a reggersi su, anche se adesso è l’ora di pranzo. No, lei urla, e gridano anche la Donatella e la Sonia. E chi non obbedisce passa dei guai.

Attenti bimbi. Come ora il vostro compagno. Guardatelo e imparate: 11 gennaio 2016, nemmeno un mese fa, ore 11,56. Frame dall’asilo di Pisa, filmato dal nuovo Cip Ciop della Toscana. Forse da grandi ve lo faranno rivedere, questo brutto film girato con le microspie e le telecamere nascoste. Ecco, guardate, il vostro compagno adesso se ne sta lì pietrificato dalla paura, e ci resterà per 17 minuti. E guardate, è successo anche il 17 dicembre. Ad altri bambini hanno tirato l’acqua in faccia, per svegliarli, obbligati a restare fermi per 18 minuti.

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Perché non si poteva neppure dormire al nido del quartiere popolare della città della Torre finito sotto inchiesta due giorni fa, con una maestra, Sonia Iacopa Ori, 59 anni, nata a Sillano (Lucca) ma residente a Pisa, messa agli arresti domiciliari con l’accusa di maltrattamenti. Ecco, non è vero che quella che per il Comune era una delle decane dei servizi educativi, 40 anni di servizio alle spalle, fosse la sola aguzzina di questa storia. Non è vero che le colleghe la stessero solo a guardare, zitte e immobili in una sorta di complice e spaventosa omertà. No, anche Marcella Ricci e Donatella Castiglioni si compiacevano, offendevano, umiliavano e soprattutto alzavano le mani sugli alunni. Entrambe sessantenni, pisane, la prima residente a San Giuliano Terme e la seconda a Cascina, hanno usato le maniere forti, e per questo sono indagate per lo stesso reato: maltrattamenti.

«L’intensità e la periodicità delle condotte illecite, diverse fra loro, fanno logicamente desumere» che botte, insulti, violenze, abusi e soprusi «costituiscano lo strumento di lavoro» abituale, scrivono i carabinieri del nucleo investigativo guidati da Michele Cataneo nell’informativa che il 23 gennaio scorso inviano al procuratore capo di Pisa, Alessandro Crini, e al pm Aldo Mantovani alla fine della prima tranche di indagini partite con la denuncia di una ausiliaria ad ottobre. Ventidue giorni di intercettazioni ambientali fra il refettorio e la sala giochi, dal 30 novembre al 14 gennaio, messe nero su bianco. Sono anche la cronaca di un «disegno criminoso» e di una persecuzione, subita da nove bambini con percosse, insulti, umiliazioni, ma i cui effetti «sotto forma di violenza assistita» hanno investito anche gli altri componenti della sezione. Bambini da 1 a 3 anni.

A sinistra, Sonia Ori, agli arresti...
A sinistra, Sonia Ori, agli arresti domiciliari; a destra, Donatella Castiglioni, indagata

Un piccolo romanzo di un nido trasformato in caserma, dove volgarità e soprusi assurgono a regola. Anche se le regole sono poche: non si piange al nido, mai, si mangia all’ora stabilita e soprattutto non ci si ribella. Chi lo fa viene punito. Soprattutto dalla Ori, ma spesso anche dalle altre. E c’è una delle vittime di questo nuovo “Cip Ciop” pisano che più di tutte scuoterà le aule del tribunale. Perché è soprattutto con uno degli alunni che si sfogano le educatrici.

Refettorio, 12,09, 3 dicembre. Il piccolo sta cercando di alzarsi dalla sedia. Prima la Ori lo schiaffeggia al viso e poi interviene Ricci: «Dopo avergli afferrato la testa gliela storce energicamente all’indietro tendendogliela ferma», il bimbo si mette a piangere, e allora il rimedio è l’isolamento. Una costante. Dura, brusca, spietata. Così questo bimbo viene messo lontano dal tavolo, «guarda gli altri bimbi e la maestra smarrito, piange, ma nessuno fa niente» oppure viene portato in bagno per interi minuti o lasciato in una stanza da solo. C’è una stagista che prova a salvarlo. «Perché?», chiede, «ci sto io», «No, vediamo come reagisce».

Pisa, maltrattava i bambini del nido, arrestata maestra La donna di 58 anni, Sonia Ori, è accusata dei maltrattamenti aggravati su 9 bambini tra 1 e 3 anni che le venivano affidati. Determinanti per le indagini le intercettazioni video che testimoniano le drammatiche vessazioni fisiche e morali inferte ai piccoli - L'articolo

Spesso questo bambino piange, fin dall’ingresso, sente l’assenza dei genitori. Ma la Ori non lo sopporta, nessuna delle tre lo sopporta: «Perdo il controllo della situazione», dice una, «rompe il c...o», l’altra. Di fronte agli altri viene umiliato e allontanato. «Bambini ecco i mandarini, ma a te no, non te lo do». «Bisognerebbe che ti facessi quello che mi sento da tanto», gli dice la Ricci il 3 dicembre, «una bella briscolata». Non mancherà. Il 7 lo strattone, poi un ceffone, e lo solleva per un braccio: «Questo bambino è pazzo». Se rimane indietro, non c’è pietà: «Lascialo lì, sei insopportabile», «hai rotto i c.....i». Non merita conforto, perché è «’na bestia, uno che sta a tavola così, diventà una persona ragazzi, il compito dei genitori è di vigilà, tirà su una persona mica un coso, un pazzo furioso».

A volte sembra che la Ori e le colleghe, quasi per pareggiare i conti, applichino una strana equità del dolore. Dopo averlo preso di mira («sei duro come il muro»), anche i bambini che giocano con lui ricevono botte, spinte, buffetti. Così il 2 dicembre, la Ori, che lo sgrida dall'inizio della mattina, gli passa dietro ma «dà uno schiaffo a un bimbo vicino». La violenza è gratuita in questo nido. Il 9 dicembre la Ricci afferra il cappellino di mano a un bambino che gioca, lo «scaraventa lontano e colpisce il piccolo» senza motivo. A volte è sadico questo posto. Così l’8 gennaio la Ori «colpisce un bimbo sulle gambe nude». L’educazione è contrappasso e qualche minuto dopo la maestra lo applica a un bambino che ha appena tirato i capelli al compagno. «La smetti, ti fa male vero, vedi, fa male, ecco hai capito ora?».

La stessa cosa fa la Castiglioni il 18 dicembre, ore 9,22, rifilando anche due sculaccioni. Altre volte si educa battendo record e il 10 dicembre 2015 un bimbo viene colpito al volto e alla nuca per quattro volte nel giro di 13 minuti, dalle 11.36 alle 11.49. «Sei venuto a noia anche ai muri», dice la Ricci. E a una bambina, il 21 dicembre, si rivolge così: «Brava, buona, o ti taglio le mani». La Ori ribatte: «No, io ti dò un’altra cosa meno rumorosa». Nessuno alla fine di questa storia però potrà dire che queste donne non sapevano, che non fossero consapevoli. Basterà ascoltarle. «Abbi pazienza, piccola, siamo vecchie e intolleranti».

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