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Pediatri, latte e corruzione Inchiesta chiusa: 23 indagati

Cade la contestazione del comparaggio. Stralciate le posizioni di due primari La Procura: in cambio di viaggi indicavano alle neo mamme i prodotti da comprare

PISA. È sparito il comparaggio, resta la corruzione. L’inchiesta “Medici low cost”, deflagrata nel novembre 2014 con l’arresto di diciotto persone - dodici pediatri, cinque informatori e un dirigente d'azienda – è conclusa.

Il sostituto procuratore, Giovanni Porpora ha firmato l’avviso di chiusura dell’indagine per ventitre persone: quattordici pediatri, sei tra dirigenti e informatori scientifici e tre titolari di agenzie di viaggi. Per due primari, di La Spezia ed Empoli, la posizione è stata stralciata.

Il fondamento dell’accusa rimane sempre quello della corruzione nei confronti dei pediatri, all’epoca dei fatti incaricati di pubblico servizio avendo una convenzione con l’Asl. È caduto il comparaggio (accettare soldi o utilità per prescrivere farmaci a scapito di altri) che inizialmente veniva contestato agli indagati.

Il sistema. Secondo la Procura per anni alcune aziende produttrici di latte in polvere avrebbero pagato viaggi o spese per convegni ai pediatri che, per ricambiare i favori, si dimostravano più sensibili nell’indicare alle neo mamme i prodotti commercializzati da chi finanziava le loro vacanze o l’acquisto di tv e computer.

Nel sistema era centrale il ruolo di due agenzie di viaggi che fatturavano, stando all’accusa, false spese per la partecipazione dei medici a congressi e corsi di aggiornamento anche internazionali.

Secondo i carabinieri del Nas l'escamotage trovava la sua applicazione sotto forma di un "buono" riservato al singolo professionista che lo utilizzava per pagare viaggi di piacere per sé e i propri familiari o amici. Il contesto messo a fuoco dagli investigatori era il seguente: le aziende del latte in polvere si facevano fatturare dall'agenzia di viaggi i costi per la partecipazione dei medici a convegni veri, ma ai quali i pediatri non partecipavano. I soldi diventavano così un "tesoretto" da utilizzare per viaggi personali, a volte anche con piccole integrazioni per raggiungere l'importo necessario alla vacanza.

L’inchiesta. Sono stati i carabinieri del Nas di Livorno a portare avanti le indagini partite nel giugno 2013 dopo alcune segnalazioni anonime. Alla fine la mole dei documenti messi insieme dagli investigatori supera le 15.000 pagine tra intercettazioni, materiale cartaceo, fatture e scambi di e-mail.

Quello che viene contestato agli indagati, nei diversi ruoli di segnalatori del prodotto ai medici e di suggeritori alle neo mamme, è di aver favorito una marca di latte artificiale a scapito di altre per avere in cambio benefit di varia natura. E per i medici di aver ignorato l'opportunità di allattamento naturale.

Le aziende - Mellin, Dmf e per un episodio Humana Italia – per la Procura avevano architettato un complesso sistema per giustificare gli esborsi di denaro sostenuti per finanziare il sistema: gli informatori scientifici dei marchi prendevano contatti con i pediatri per "sollecitarli" a prescrivere latte artificiale ai neonati.

I viaggi. Grazie, poi, alla compiacenza di due agenzie di viaggio venivano fatturavate false spese per la partecipazione dei medici a congressi e corsi di aggiornamento anche internazionali. I costi dei presunti convegni -di fatto vacanze per i pediatri - servivano anche per abbattere l’imponibile delle aziende. Sono stati calcolati almeno una cinquantina di viaggi di pediatri con moglie e figli. Da Berlino a Sharm el Sheik, Marsa Alam ma anche Cannes, Canada, India, Stati Uniti, Parigi, Londra, Istanbul senza farsi mancare le Crociere nel Mediterraneo e nel nord Europa. Altre “utilità” Quelli ordinari avevano una vocazione tecnologica: smartphone, computer, televisori. In qualche caso sono stati chiesti e piazzati anche dei condizionatori.

Gli avvocati si preparano. Gli avvocati hanno chiesto copia digitale dell’avviso di chiusura dell’inchiesta: dovranno studiarsi oltre 15.000 pagine. Nutrito il numero di legali in campo: Carlo Porcaro D'Ambrosio, Sandra Aringhieri, Chiara Bonaguidi, Enrico Marzaduri; Claudio Augenti;

Antonio Cariello, Riccardo Taverniti, Serena Caputo, Stefano Ercoli. Il prossimo passaggio tecnico, trascorsi i termini per eventuali presentazioni di memorie difensive, sarà la richiesta di rinvio a giudizio della Procura al giudice delle udienze preliminari.

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