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sfida A COLPI DI BICCHIERE

Vino, incoronati i pisani più buoni: trionfa il Larà

SAN GIULIANO TERME. Quarantaquattro vini sono sfilati, serviti dai sommelier, nei calici di una speciale giuria chiamata, come ogni anno, a designare “I Pisani più schietti”. Nella sede dell’associaz...

SAN GIULIANO TERME.

Quarantaquattro vini sono sfilati, serviti dai sommelier, nei calici di una speciale giuria chiamata, come ogni anno, a designare “I Pisani più schietti”. Nella sede dell’associazione culturale Grazia Deledda sabato è andata in scena una sfida all’ultimo bicchiere per eleggere i vini più buoni della provincia. Qualche sorpresa nel verdetto della commissione giudicatrice del premio organizzato dalla Fisar (Federazione italiana sommelier, albergatori, ristoratori).

Nei rossi ha vinto Larà, delle Colline di Sopra di Montescudaio. Nella categoria Chianti si è affermato Vigore, di Cenaia. Tra i bianchi non ha incontrato rivali Ficaia, dell’Uccelliera di Fauglia. E infine il Vin Santo di Sorbaiano di Montecchio Val di Cecina ha messo tutti in fila. Della giuria, presieduta da David Mustaro, facevano parte rappresentanti della Fisar, enologi e docenti.

Nella degustazione si è tenuto presente la tipologia del vino negli elementi valutativi visivo (limpidezza e colore), olfattivo (intensità e persistenza), gustativo (struttura ed equilibrio), retrolfattivo.

I premi di questa manifestazione, giunta alla sedicesima edizione, saranno consegnati domani nel corso di una serata di gala a Villa Poschi di Molina di Quosa. Quello dei “Pisani più schietti” è un appuntamento importante che spazia ben oltre i confini locali per divenire evento interregionale prima e poi nazionale.

Ogni anno si rinnova e si amplia la partecipazione di privati e soprattutto di aziende che si pongono in gioco in questa originale manifestazione che si svolge rigorosamente all’insegna della massima trasparenza. I componenti della giuria su apposite schede vidimate

scrivono i voti per ogni tipologia di vino ”promosso”, pronunciando poi il giudizio sul prodotto che deve rimanere segreto. Solo a valutazione finale viene rilevata l’identità del vino e si stila la graduatoria riferita alla categoria.

Pierluigi Ara

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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