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Risparmi bruciati al gioco, patteggia ex promotore

Pena di un anno e 10 mesi: dilapidati almeno 700.000 euro affidati dai clienti. Tra le vittime anche i parenti dell’imputato. Mediolanum ha risarcito alcune parti

PISA. Patteggiamento a un anno e 10 mesi di reclusione, senza la sospensione condizionale, per truffa e appropriazione indebita ai danni di 25 persone, parenti compresi.

È stato il giudice Anna Fabbricatore a firmare la prima sentenza penale nei confronti di Mirko Graziani, 39 anni, di Crespina, ex promotore finanziario di Banca Mediolanum, difeso dall'avvocato Laura Antonelli, radiato dopo i fatti sfociati nel procedimento penale concluso in primo grado a 8 anni dai primi episodi.

L'imputato, non presente al momento della sentenza, doveva rispondere della sparizione di almeno 700.000 euro.

Soldi usciti anche dalle tasche di alcuni familiari, in operazione spericolate e, soprattutto, mai autorizzate dai titolari dei conti aperti con Banca Mediolanum che si è costituita parte civile insieme ad altri 3 risparmiatori assistiti dagli avvocati Lucia Tognoli, Andrea Di Giuliomaria e Massimiliano Soldaini.

In passato il Tribunale civile di Pontedera aveva condannato Banca Mediolanum a risarcire 222.000 euro a una coppia di pensionati di Lari. Tantissime le parti offese che non si sono costituite avendo ottenuto il ristoro dalla banca dei danni subìti a causa delle manovre contabili del promotore.

Il processo era nato dalle diverse denunce presentate dai clienti dell'ex promotore finanziario che, fino al maggio del 2007, aveva lavorato per conto di Mediolanum.

Convocato dalla banca dopo le segnalazioni dei risparmiatori, Graziani il 18 maggio 2007 spiegò di avere avuto alcuni problemi personali e di aver iniziato a giocare e scommettere dall'inizio del 2006. La passione per il gioco d'azzardo sarebbe stata la principale causa delle difficoltà economiche che avrebbero costretto il promotore a impiegare in maniera illecita i soldi dei clienti e anche di alcuni amici e familiari.

I clienti infuriati per i soldi persi risiedono tra Cenaia, suo paese di residenza fino a quando non si è sposato, Crespina, Marina di Pisa, Calci, Cascina, Lari.

I primi a scoprire che i loro risparmi avevano preso il volo furono i suoceri del consulente. Gli ammanchi furono

scoperti nel 2007 e dopo poco partirono anche le prime denunce.

Nella sua istruttoria conclusa con la radiazione di Graziani, la Consob rilevò che diversi bonifici e assegni furono firmati «a pagamento di debiti di gioco, in quanto il beneficiario è uno dei soci della ricevitoria».

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