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INFERNO IN FAMIGLIA

Anziana presa a bastonate: nipote condannato a 3 anni

Resta in carcere il giovane arrestato dalla polizia per maltrattamenti e lesioni. La testimonianza choc della pensionata: "Quando tornava a casa mi picchiava"

PISA. Quando il giudice ha letto la sentenza di condanna è scoppiato a piangere. Un pentimento tardivo quello di Andrea Gnesi, 23 anni, di Pisa, ritenuto colpevole di maltrattamenti e lesioni nei confronti dell’anziana nonna. Non un episodio isolato. L’inferno per la pensionata, che in aula si è presentata per la testimonianza sulla sedia a rotelle, andava avanti da mesi.

Il giudice Anna Fabbricatore ha condannato il giovane a 3 anni e 2 mesi di reclusione. Gnesi, difeso dall’avvocato Andrea Pieri, in carcere da settembre, dal giorno in cui venne arrestato dagli agenti della squadra mobile, al momento resta in una cella del Don Bosco. È lì che gli agenti della polizia penitenziaria lo hanno riportato tra le lacrime. Quelle che aveva fatto versare alla nonna per le angherie inflitte senza motivo e anche alla mamma, consapevole di avere un figlio problematico, ma anche bisognosi di aiuto, con il quale la convivenza era diventata impossibile.

«Quando tornava a casa mi picchiava. Tutte le sere mi aggrediva non solo con minacce, ma anche alzando le mani. E giù botte». Le parole della nonna pronunciate in aula avevano offerto un’istantanea nitida di ciò che avveniva durante una coabitazione forzosa. Gnesi se ne era andato di casa e solo l’anziana, tra tutti i parenti, aveva accettato di ospitarlo. Il nipote non aveva modificato il suo carattere. E l’approccio con la nonna era rimasto quello di sempre già messo in pratica da tempo nei confronti di tutto e tutti. Un indole violenta cui non sono estranei gli effetti di alcol e droga che, in passato, lo avevano già portato nei Tribunali per piccoli furti. Il calvario della pensionata finì nel settembre scorso con l’arresto di Gnesi.

La squadra mobile, dopo aver raccolto una serie di elementi significativi, si presentò nella casa trasformata in inferno per prelevare il nipote. Secondo l'accusa il giovane viveva alle spalle della nonna. Le prendeva con la forza i soldi della pensione per procurarsi droga e alcol. Il calvario della nonna era iniziato quasi subito nella primavera del 2013 quando aveva fatto entrare in casa il nipote che per le continue lite con la mamma era stato messo alla porta. Gli scatti d'ira erano quotidiani. Non solo per ottenere i soldi con cui soddisfare i suoi vizi. Era sufficiente una pietanza che non gli piaceva per alzare le mani sull'anziana. Un supplizio giornaliero scandito, secondo gli atti dell'accusa, da minacce di morte, calci, pugni, sputi, insulti irripetibili e di una crudeltà inaudita.

Nell'ordinanza di custodia cautelare venne rimarcato con quale frequenza la donna venisse picchiata nel sonno dal nipote pronto a impugnare il bastone usato dalla donna per camminare per colpirla senza motivo. Il giorno in cui arrivò

a ferirla con un coltello da cucina, la nonna si decise a denunciarlo. I riscontri acquisiti dalla polizia permisero alla magistratura di intervenire con l’arresto. Prima che la violenza di un giovane arrabbiato con il mondo si trasformasse nella cronaca di una tragedia annunciata.

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