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Una seduta del consiglio comunale nell’aula magna della Sapienza

La riunione, nell’edificio inagibile, sarà dedicata alla situazione della biblioteca universitaria Approvata a maggioranza una mozione presentata da Giovanni Garzella (Forza Italia)

PISA. L’aula magna storica del palazzo della Sapienza, chiuso dal 29 maggio 2012 in seguito al terremoto, sarà la sede di un consiglio comunale straordinario sulla situazione della biblioteca universitaria. Saranno invitati a partecipare tutti i soggetti istituzionali interessati. La richiesta, presentata nell’ultima seduta del consiglio comunale dal capogruppo di Forza Italia Giovanni Garzella con una mozione urgente, è stata approvata a maggioranza.

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«È un grande risultato politico – dichiara Garzella – ed è stato ottenuto dalle minoranze firmatarie della mozione, Forza Italia-Pdl, Nuovo Centro Destra, Movimento cinque stelle e Una Città in Comune- Prc. La richiesta di tenere una seduta straordinaria del consiglio comunale sulla situazione della biblioteca universitaria nell’aula magna storica della Sapienza, che non è interessata dai danni del terremoto, è passata per un voto. La biblioteca conserva la storia di coloro che ci hanno preceduto e materiali letterari unici. Nella prossima conferenza dei capigruppo si discuterà delle procedure e dell’invito alle istituzioni interessate. Speriamo che non ci siano resistenze da parte dell’università e della protezione civile, perché si tratta di una richiesta del consiglio comunale approvata a maggioranza. Vediamo che succede».
Giovanni GarzellaLa proposta è stata accolta con favore dall’associazione Amici della biblioteca universitaria di Pisa. «Il capogruppo di Forza Italia Giovanni Garzella (nella foto) – si legge sul profilo facebook dell’associazione - propone di tenere una seduta del consiglio comunale proprio dentro la Sapienza per dare un segno dell’attenzione con cui l’amministrazione comunale segue la vicenda. È una ottima idea, cui davvero non avevamo pensato. Discutere della Sapienza tra le sue mura, nell’aula magna storica che non presenta secondo la perizia lesioni né pericoli, sarebbe davvero una buona manifestazione di interesse, una concreta occasione per vedere di persona le condizioni dell’immobile e per rendere chiaro che è importante per Pisa la tutela e la valorizzazione del luogo in cui si forma la classe dirigente della nostra città e non solo. Saremmo felici dell’iniziativa, per quanto non possa avere che un valore simbolico

Ma non mancano le difficoltà. Prima di tutto bisogna che il dott. Garzella convinca la protezione civile a dichiarare che almeno quell’aula non presenta rischi, mentre tutto l’edificio è chiuso da anni a tutti gli utenti proprio perché la protezione civile non si sente di escludere che una nuova scossa possa creare le condizioni di un crollo (ma chi potrebbe escluderlo non solo per la Sapienza, ma per la maggior parte degli edifici antichi dell’università e del Comune?). Poi bisogna chiedere il permesso del padrone di casa, il rettore Massimo Augello, il quale dovrebbe approntare i percorsi sicuri e le vie di fuga, la mancanza delle quali tiene fuori pure i dipendenti.

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E soprattutto si dovrebbe chiarire perché sicurezza e vie di fuga che valgono per un consiglio comunale non possano valere, il giorno dopo, per utenti e dipendenti della biblioteca, giusto un piano sopra l’aula magna. L’idea del dott. Garzella è ottima soprattutto perché mette in luce le contraddizioni che hanno condotto all’attuale situazione di stallo. La Sapienza è interdetta a qualunque uso pubblico in via precauzionale da due anni e mezzo senza che sia stato mosso un mattone né prevista una data per la riapertura, malgrado i fondi per i progetti siano stati concessi e sbandierati. In due anni e mezzo l’unica cosa fatta è lo sgombero dei libri, in modo frettoloso e disorganizzato per quelli della biblioteca giuridica, in modo forzoso per via di perizia quelli della universitaria».

 

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