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Biblioteca universitaria, 85mila volumi portati al Museo di San Matteo

A gennaio chiuderà il front office all'hotel Nettuno e ci sarà un'unica sede per la lettura e la consultazione in attesa che il palazzo della Sapienza venga ristrutturato e riapra

PISA. La sede distaccata della Bup, Biblioteca universitaria, è stata presentata il 10 dicembre alla terza commissione consiliare permanente (competente sulla Cultura) e il passaggio istituzionale è stato una sorta di inaugurazione non ufficiale: i consiglieri comunali hanno effettuato un sopralluogo nei locali del museo San Matteo allestiti per lo scopo. Da gennaio chiuderà il front office che al momento è attivo all’hotel Nettuno e la sede distaccata sarà l’unica aperta al pubblico della biblioteca che un tempo era ospitata in Sapienza. Ma già oggi gli ambienti che si affacciano sul chiostro del museo nazionale sono in parte operativi e frequentati: il primo lotto di lavori, finanziato per circa 800mila euro dal Mibact, ministero dei beni culturali, è stato utilizzato per rinforzare i solai del San Matteo e trasferire tutta la sezione dei periodici (85mila volumi) dalla Sapienza.

Com’è noto, il palazzo quattrocentesco di piazza Dante è stato chiuso il 29 maggio 2012 per criticità strutturali rese più evidenti dal sisma in Emilia; e una lunghissima perizia effettuata sull’edificio un anno fa ha decretato che il 30% del materiale libraio (in particolare tutto il contenuto dei soppalchi) doveva essere spostato per alleggerire la struttura e permetterne i lavori di consolidamento. Così ieri Angela Marseglia, la direttrice della Bup, ha risposto alle domande di Alessandra Mazziotti, presidente della commissione Cultura, e degli altri consiglieri e ha specificato che «tutto quello che è uscito dalla Sapienza non rientrerà più». Il secondo lotto parte a gennaio e troverà alloggio agli uffici, ad altre sale e alla messa a norma per l’ingresso dei disabili.

La Sapienza è di proprietà dell’Università di Pisa e il cda accademico una settimana fa ha votato all’unanimità il piano dei lavori per 11,96 milioni di euro: se da un lato nei progetti c’è scritto che sono «confermati gli spazi in uso alla Biblioteca Universitaria di Pisa nella loro precedente consistenza», d’altro canto il cda accademico prende come base di partenza le indicazioni della perizia e la necessità di alleggerire il palazzo di piazza Dante per non farlo tornare in sofferenza. Prima di spiegare perché questa è una soluzione che fa contenti quasi tutti, va ricordato che nonostante il nome la Bup è sotto la tutela di un altro ministero (il Mibact), non quello dell’Università; e che dal 1823 è stata ospitata in Sapienza, con un patrimonio di oltre 600mila volumi.

Ecco, dunque, che per i tifosi della Bup è una vittoria sapere che quando il palazzo sarà riaperto, la biblioteca che conserva pezzi rarissimi (tra cui incunaboli e cinquecentine) non perderà un centimetro quadro dei vecchi spazi; ma anche i fan delle scienze giuridiche hanno la loro soddisfazione sapendo che il progetto dell’Ateneo prevede una riorganizzazione degli spazi con «allestimento della Nuova biblioteca Giuridico sociale in spazi all’interno dell’edificio diversi da quelli occupati dalla precedente Biblioteca Giuridica». Quest’ultima,

circa 120mila volumi, è stata completamente sgombrata dopo l’ordinanza di chiusura del 2012. A regime, allora, la Sapienza sarà la sede di rappresentanza dell’Università, la sede principale del dipartimento di Giurisprudenza e la sede della sezione storica della Bup.

 

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