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palazzo da recuperare

Sapienza, avvio dei lavori: parte il conto alla rovescia

Il progetto definitivo venerdì 5 dicembre al consiglio di amministrazione dell’Università. Aggiudicazione dell’appalto a gennaio, cantiere aperto nella prossima primavera

PISA. Sembra finalmente in discesa la strada che porterà alla riapertura del palazzo della Sapienza. Dopo il passaggio in commissione edilizia dell’Ateneo, il progetto definitivo sarà approvato dal consiglio di amministrazione dell’Università. La pratica è infatti inserita all’ordine del giorno della seduta di questo venerdì. Sarà l’atto decisivo per iniziare a dare concretezza al progetto che il rettore Massimo Augello sta seguendo in prima persona.

L’edificio, sede storica della facoltà di giurisprudenza, è chiuso dal 29 maggio 2012 per inagibilità dopo il terremoto in Emilia. Un fatto che, rappresentando «una tragedia cittadina» (definizione di Augello), ha scatenato forti polemiche dentro e fuori il mondo accademico, avendo messo in ginocchio l’economia del quartiere attorno a piazza Dante.

Ora l’obiettivo è dare l’accelerazione decisiva, così da rispettare i programmi. In pratica, gara a gennaio per assegnare i lavori. E avvio del cantiere nella prossima primavera. Quanto dureranno i lavori? La previsione è di un anno. Il mandato di Augello scade nell’ottobre 2016 e l’obiettivo è avere un palazzo della Sapienza di nuovo in funzione entro quella data. Il progetto sarà presentato la settimana prossima, probabilmente martedì 9, alla commissione cultura del Comune: saranno presenti il prorettore all’edilizia Sandro Paci e l’assessore Dario Danti.

Recupero e consolidamento del palazzo costeranno circa 12 milioni di euro. Metà di questi soldi, in quote uguali da 3 milioni, arrivano dalla Regione (parte del ricavato della vendita di azioni Sat, la società dell’aeroporto Galilei) e dalla Fondazione Pisa. Circa 2,5 milioni sono poi annunciati dal ministero dell’Università e da quello dei Beni culturali. «Qualcosa però è ancora solo a livello di promessa», si dice negli uffici dell’Ateneo. Il resto dovrà essere coperto dall’Università con propri fondi.

Dunque, i passaggi essenziali prima di lanciare il bando di gara sono l’approvazione del progetto e la definizione, al centesimo, delle copertura economiche.

Come sarà il “nuovo” palazzo e soprattutto cosa conterrà sono aspetti già decisi. La Sapienza tornerà ad essere la sede del Dipartimento di Giurisprudenza. Inoltre diventerà il polo dei master e della scuola di dottorato. Nel progetto, come più volte sottolineato

dal rettore, spicca quella che sarà la grande biblioteca politico-giuridico-sociale, andando a raccogliere il patrimonio che si trova in più sedi universitarie. Resterà nei suoi locali la Biblioteca universitaria, che porta questo nome, ma è di proprietà del ministero dei Beni culturali.

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