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Addio a Emilio Picasso, ex direttore della Scuola Normale

Fisico insigne, guidò l’istituzione di Piazza dei Cavalieri dal 1991 al 1995 e ricoprì numerosi incarichi

È morto Emilio Picasso, uno tra i più rinomati fisici italiani, direttore della Scuola Normale Superiore dal 1991 al 1995.

Nato a Genova il 9 luglio 1927, era stato direttore della Divisione Fisica Sperimentale al Centro Europeo Ricerche Nucleari (Cern) di Ginevra dal 1972 al 1977. Dal novembre 1981 era professore alla Scuola Normale Superiore. Moltissime le cariche prestigiose ricoperte dal professor Picasso nella sua carriera: lo si ricorda membro del Fachbeirat dell’Istituto Max Planck di Monaco di Baviera dal 1980 al 1987; membro del Consiglio Scientifico dello Stanford Linear Accelerator Centre (Slac), Stanford, California dal 1982 al 1986.

E ancora: dal 1990 membro onorario della Società di Fisica e di Scienze Naturali di Ginevra, Svizzera; Distingued Visiting Professor dell’Università di Chicago (Usa), Istituto di Fisica Enrico Fermi (1991). Dall’agosto 1991 socio nazionale dell’Accademia dei Lincei. Dal novembre 1995 membro straniero (Associé) dell’Accademia delle Scienze dell’Istituto di Francia, Parigi. Nel 2004 viene insignito del titolo di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica, la più alta onorificenza dello Stato.

«L’intera comunità della Scuola Normale - si legge sul sito Internet - esprime le più profonde condoglianze alla famiglia del professor Picasso».

Dolore e commozione per la morte dell’insigne scienziato anche da parte dal sindaco Marco Filippeschi: «La scomparsa di Emilio Picasso è un grave lutto per il nostro Paese, per la comunità scientifica internazionale e per Pisa. Professore emerito della Scuola Normale Superiore, di cui è stato direttore, ha legato il suo nome a ricerche importanti, tra cui gli studi che hanno portato all'esperienza, presso il Cern, degli esperimenti sulle alte energie e del Large Electron Positron Collider».

«Molti dei momenti più importanti della storia della fisica contemporanea lo hanno visto presente e protagonista - ha proseguito il primo cittadino - . Ricordiamo i suoi altissimi meriti di scienziato, la statura di grande intellettuale, la profonda umanità e la passione nel promuovere e valorizzare

i giovani. La città di Pisa deve gratitudine a uomini come il professor Picasso, che lasciano un patrimonio e un esempio fondamentali per affrontare le sfide che abbiamo di fronte. Con commozione e partecipazione invio le più sentite condoglianze, mie personali e della giunta comunale».

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