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Buscemi: «Rinuncio alla prescrizione»

Nel processo in cui è accusato di stalking l’attore vuole andare fino in fondo e querela la ex per calunnia e diffamazione

PISA. «Rinuncio alla prescrizione e devolverò il risarcimento ad un'associazione impegnata nella lotta contro la violenza alle donne». Sono parole dell'attore Andrea Buscemi il quale aspetta - «finalmente» - di presentarsi davanti al giudice per potere raccontare la sua versione e difendersi dall'accusa di stalking della sua ex Patrizia Pagliarone «perché l'unico risultato che posso accettare da questo processo è l'assoluzione con formula piena».

L'attore pisano avrebbe voluto rimanere fuori dai riflettori di questa vicenda, ma un recente articolo apparso su "Il Corriere della Sera" lo ha scaraventato sulla cronaca nazionale. Un articolo in cui si ipotizza che Buscemi potrebbe farla franca con la prescrizione. E l'attore ha replicato facendo sapere che rinuncerà a un simile paracadute, vuole il processo più relativa sentenza. Ma la replica non finisce qui. La pubblicazione dell'articolo ha innescato un'altra battaglia legale in cui stavolta le parti si invertono: è lui che querela lei, la sua accusatrice, Patrizia Pagliarone, per calunnia, diffamazione (assieme alla sorella Miriam) e diffamazione aggravata a mezzo stampa.

Buscemi ricorda che «la storia ormai nota sta fatalmente segnando la mia vita: quella che all'inizio, quasi cinque anni fa, poteva sembrarmi una pretestuosa denuncia destinata col tempo a sgonfiarsi (tanta era platealmente assurda la mole degli addebiti che mi venivano mossi) ha trovato man mano concretezza, e fra breve si dibatterà finalmente in tribunale». E di cosa, la ex Patrizia Pagliarone, 44 anni, laureata in Economia, lo accusa?

«Mi ha nel tempo accusato - sostiene Buscemi - di averla picchiata (anzi, sembra che le botte fossero il minimo), derubata, scippata, drogata, sequestrata, minacciata di morte, pedinata, vessata psicologicamente, umiliata, offesa con crudelissimi epiteti, tormentata attaccandole chewing-gum ciucciati ai capelli, strappato le federe dei cuscini e le fodere dei cappotti, allontanata dal proprio lavoro e pertanto ridotta a forzata indigenza».

L'attore Andrea Buscemi, nel reale copione che va dipanandosi, non ci sta a ricoprire il ruolo del capro espiatorio e, nella sua riflessione, sostiene che l'arrivo di un nuovo avvocato, Federica Mondani, già legale dell'onorevole Mara Carfagna e legale di parte civile nel delitto di Simonetta Cesaroni, «ha spalancato alla mia querelante anche le porte dei media». Il riferimento è al Corriere, ma anche alla trasmissione "Quarto Grado" su Retequattro per cui sarebbe prevista per stasera una puntata proprio sul caso dell'attore pisano accusato di stalking dalla sua ex. «C'è da scommettere, dato che non hanno voluto dare voce al sottoscritto, che l'occhio non sarà proprio imparziale» afferma Buscemi, il quale, attraverso i suoi legali, ha diffidato Mediaset dalla messa in onda della storia. E l'attore che conduce una trasmissione televisiva sulla tv locale 50Canale e sa bene come funzionano certi meccanismi afferma che «il format sensazionalistico di Quarto Grado, dove io non sono presente, non può che finire per confezionare artificialmente una vittima e un carnefice certi. In tv puoi alterare la verità che è una bellezza: altrimenti perché non lasciarmi parlare?».

Intanto,

oltre a querelare la sua ex, Buscemi ha presentato una denuncia contro ignoti per diffamazione via Internet attraverso vari blog e Wikipedia, dove sono comparse frasi ingiuriose e tendenziose contro l'attore e la televisione per cui lavora.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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