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Covarelli-Bulgarella: i retroscena dello strappo del 2008

L’imprenditore siciliano chiese chiarimenti sul bilancio che non vennero dati. E il perugino dopo il milione di euro di Lo Sole si riprese le quote

PISA. Nell’estate del 2009, il Pisa - ormai di Pomponi - viene cancellato dal calcio professionistico italiano, ma i debiti non sono quelli fatti dall’imprenditore romano (o almeno non sono solo i suoi). Quel fallimento si poteva evitare? Di fatto, un anno e mezzo prima, il club nerazzurro aveva acquisito un socio che poteva contribuire a ripristinarne, o mantenerne, la stabilità economica: era lo sponsor Andrea Bulgarella. Ma la storia durò poco: tre mesi. E si concluse esattamente sei anni fa, il 31 marzo del 2008.

Il Pisa macinava gol su gol con Castillo, Kutuzov e Cerci e la città sognava la serie A. In panchina c'era Ventura e il presidente era Leonardo Covarelli. Ma il presidente perugino non aveva la necessaria solidità finanziaria. Tanto è vero che era in cerca di un socio, e l'imprenditore Andrea Bulgarella era l'uomo giusto: conosceva l'ambiente calcistico per essere stato presidente del Trapani, inoltre a Pisa aveva e stava investendo molto nell’edilizia.

«Ho sentito il bisogno di raccogliere la richiesta che arrivava dalla città che mi aveva ben accolto», dice Bulgarella che, il 22 dicembre 2007, compra il 51,48% delle azioni del Pisa Calcio pagando 3,2 milioni di euro. L'obiettivo finale era di acquisire il Pisa al 100%. Ma l'operazione non va più avanti, anzi l'imprenditore siciliano ingranerà la retromarcia per uscire da una situazione piena di ombre.

«Guardando il bilancio - spiega l'imprenditore - ci siamo accorti di alcune operazioni che non sembravano affatto chiare. Pertanto, chiediamo una serie di chiarimenti che non ci vengono dati. Ed è a quel punto che abbiamo posto un aut-aut: o ci fate vedere le carte fino in fondo o usciamo».

È l’inizio del 2008 e l'avvocato Federico Tumbiolo, legale di fiducia di Bulgarella, il giorno 11 gennaio viene nominato amministratore delegato nel Cda del Pisa. È lui, insieme all'avvocato Massimo Abbagnale, che chiede trasparenza sul bilancio.

Andando ora a sfogliare l'ordinanza firmata dal giudice delle indagini preliminari di Napoli, Amelia Primavera, in cui si dispongono gli arresti domiciliari per Covarelli e Pomponi (più altri 4) nell'inchiesta eseguita dalla Procura antimafia sul caso della clinica Ruesch, si apprende che il 1° febbraio del 2008 Lucio Lo Sole fa transitare dal proprio conto corrente presso la Unicredit Bank di Villach un bonifico del valore di 1.000.413 euro a favore del conto acceso da Leonardo Covarelli presso il Credito Sammarinese di Domagnano.

Scrive il giudice Amelia Primavera a pagina 29 dell’ordinanza: «La causale riportata è “Compromesso vendite azioni Pisa squadra Calcio”». Ma nel patrimonio del Pisa (che in quel momento per il 51% apparteneva a Bulgarella) quei soldi non sono mai entrati.

Tre settimane dopo questo trasferimento di denaro, il direttore generale del Pisa Scarpelloni (uomo di fiducia di Covarelli tanto da seguirlo poi al Perugia), lancia accuse a Bulgarella. Si genera un clima di forte tensione all'interno del club.

«Al momento in cui- afferma l'avvocato Federico Tumbiolo - Covarelli trovò i soldi fece di tutto per riprendersi il Pisa e la quota del 51%. Ricordo che si presentò con assegni circolari della Banca di Bientina. Non conosco la provenienza di quei soldi con cui Covarelli si riprese la quota venduta a Bulgarella».

Evidentemente, le pressanti richieste di trasparenza presentate dai legali Tumbiolo e Abbagnale dovevano essere domande scomode. «Il problema - prosegue Tumbiolo - è che nei bilanci del Pisa erano stati riportati dei crediti che si presume falsi vantati dalla società del Pisa Calcio. Erano previsti entrate e crediti solo sulla carta. Il bilancio era ben più pesante e la situazione debitoria più grave. Quindi, insieme all'avvocato Abbagnale e al nostro commercialista di fiducia, abbiamo iniziato a chiedere tutta la documentazione. Ciò - conclude Tumbiolo -creò frizioni e ostilità poiché non ci veniva comunicata la documentazione richiesta».

Covarelli quindi torna padrone di tutto il Pisa, tramite la sua Mas Spa, e tre mesi dopo lo venderà a Pomponi, che nell’ordinanza del Gip di Napoli di cui parliamo viene fra l’altro accomunato

al perugino (pagina 26) in un passaggio preciso: «Gli accertamenti condotti hanno permesso di appurare che le somme giunte sul rapporto bancario intestato a Lo Sole Lucio sono state trasferite nella disponibilità di Covarelli Leonardo e Pomponi Luca mediante società a loro riconducibili».

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