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LE REAZIONI

I tifosi festeggiano sul web «È una buona notizia»

PISA. Leonardo Covarelli e Pisa hanno sempre avuto uno strano rapporto: all’inizio la tifoseria non avrebbe scommesso un euro sul suo presidente, poi osannato quando ha portato la squadra nerazzurra...

PISA. Leonardo Covarelli e Pisa hanno sempre avuto uno strano rapporto: all’inizio la tifoseria non avrebbe scommesso un euro sul suo presidente, poi osannato quando ha portato la squadra nerazzurra in B nella finale playoff contro il Monza. E anche quando, solo un anno dopo, è stata sfiorata la promozione in serie A svanita ai playoff con il Lecce. Ma il feeling con Covarelli si è spezzato subito dopo. Facile dire che Pisa è una città difficile, però Covarelli ci mise del suo e non poco: il 18 giugno 2008, dieci giorni dopo quella doppia sconfitta ai playoff, acquistò il Perugia Calcio (squadra della sua città di origine) e nemmeno un mese dopo, il 10 luglio, cedette il pacchetto azionario della società nerazzurra all’imprenditore romano Luca Pomponi. Venne preso come un tradimento. A freddo l’uomo venuto dall’Umbria ebbe persino a dichiarare (era il 23 marzo 2011) i motivi che lo spinsero il primo luglio 2005 a comprare il Pisa: «La maggior parte del mio interesse era puramente sportivo. Poi logicamente mi allettava l’idea di poter lavorare anche a Pisa a livello immobiliare». E come si sa, con il dio Calcio non si scherza.

Il bilancio sportivo è stato straordinario: in tre anni dalla C1 alla quasi A portando a Pisa allenatori diventati idoli come Piero Braglia e Giampiero Ventura. In realtà va detto che nella prima stagione, la 2005-06, il giocattolo si stava per rompere subito, vista la salvezza conquistata solo al 98’ della gara di ritorno dei playout decisa, anzi risolta, da un gol disperato di Eddy Baggio.

Al contrario, il bilancio umano ed economico è stato meno lusinghiero. Sul primo aspetto in parte si è detto, ma ci sono anche altri “dietro le quinte”. Ad esempio la partita contro il Bologna a fine campionato regolare 2008: in campo scese mezza Primavera, mentre i pisani volevano vedere i titolari senza fare troppi calcoli. Sconfitto di misura, se invece avesse vinto il Pisa avrebbe trovato avversari diversi ai playoff e forse le cose sarebbero state diverse. Di chi la colpa? Ventura o Covarelli? Non si saprà mai. Ma ieri i tifosi hanno festeggiato: «Buona notizia» è uno dei pochi, se non l’unico commento riferibile tra quelli che si trovano nel calderone bollente di Internet. Sul piano economico, il “buco” lasciato da Covarelli è stato l’anticamera del “fallimento” dell’estate 2009.

Per Federico Gelli, deputato

del Pd, «l’arresto di Covarelli è un segnale preoccupante su come capitali di dubbia provenienza possono inquinare anche il calcio professionistico, settore dove notoriamente circolano molti e forse troppi soldi e c’è poca trasparenza».

Gianluca Campanella

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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