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Lo Scolmatore salva la Valdera e Pisa

L’opera, però, non è completata: oggi riceve 600 metri cubi al secondo, entro il 2017 la portata dovrà essere di 1400

PONTEDERA. Fabio ha approfittato della chiusura delle scuole, decisa dal sindaco per ridurre i disagi creati dal maltempo, ed ha portato le sue due bambine in via dei Magazzini.

Non era il solo. In quel tratto di strada, tra lo Sporting Club e la Tosco Romagnola, - che i pontederesi chiamano comunemente la via delle "cateratte" - si sono dati appuntamento in tanti, per vedere all'opera lo Scolmatore.

L'apertura c'è stata poco prima delle dieci. Ma non per tutta la portata. È stata decisa per circa quattrocento metri cubi al secondo. E tanto è bastato a non far correre rischi a Pontedera; a far gestire la piena a Pisa e a non mettere a repentaglio i territori tra la Valdera e la provincia di Livorno.

«Lo Scolmatore ha un funzionamento automatico - racconta Fausto Condello, responsabile per il Comune di Pontedera del settore della protezione civile - Entra in funzione da solo quando il livello raggiunge i 16 metri. Ma, in queste situazioni di emergenza, viene azionato manualmente, prima che l'acqua raggiunga i sedici metri. Solitamente viene aperto quando siamo a quindici metri e mezzo. O poco più. Questo concorre a tagliare, come si dice in gergo, l'onda di piena».

Aperte le cateratte, il corso dell’acqua viene deviato. Anziché andare verso lo sbocco naturale in mare a Pisa, si dirige verso il Livornese. Viene fatta passare una quantità di acqua che sia sufficiente ad abbassare il livello, ma che non sia eccessiva per i territori di Acciaiolo, Guasticce, il comune di Collesalvetti, che altrimenti verrebbero allagati.

«Ciò è dovuto al fatto che lo Scolmatore alla foce non è stato ricavato nel modo opportuno negli ultimi anni e quindi ha una portata che al massimo raggiunge i seicento metri cubi al secondo», spiega Condello. Ieri, la portata è stata di 400 metri al secondo. «E questo serve a mettere in sicurezza Pisa e Pontedera - prosegue il responsabile comunale della Protezione civile - Perché riesce a tagliare l'onda in modo da abbassare il livello anche in città: ieri il punto massimo si è assestato intorno a 7,60 metri. Una misura che ci ha permesso di tenere la situazione costantemente sotto controllo».

«Ma chi è che lo mette in funzione? Chi lo apre?», è la domanda che una delle due bambine, contenta per la giornata inattesa di vacanza, ha rivolto a babbo Fabio, mentre ammira quella valanga di acqua che cambia il corso del suo cammino.

«Le decisioni normalmente le prende l'ufficio idraulico della Provincia di concerto con la Prefettura ai quali vengono uniti tutti i soggetti interessati all'asse dell'Arno - spiega Fausto Condello - Noi veniamo consultati, ovviamente. Quando viene aperto lo Scolmatore lo vogliamo sapere, perché la città può avere delle conseguenze, anche positive. Se viene azionata la cataratta significa che a monte c'è una quantità d'acqua tale che anche a noi serve fare una valutazione in merito».

Non solo stupore, tra i cittadini che si sono assiepati lungo via dei Magazzini. In molti, passata la piena, si complimentano per l’opera. «Ha funzionato – sottolinea Condello – Questa è un'opera essenziale, ma è anche da completare: ci sono parti del progetto che saranno

compiuti nei prossimi anni. Lo Scolmatore Fu progettato e realizzato per 1400 metri cubi al secondo. Quota mai raggiunta per i limiti di portata alla foce: gli interventi in corso servono a rendere possibile questo».

Li sta realizzando la provincia di Pisa e saranno operativi nel 2017.

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