Menu

Radar a fotoni all’aeroporto

Inventato alla Scuola Sant’Anna, controllerà dal tetto del Cnr il traffico dei velivoli

PISA. Il cosiddetto “radar fotonico” è l’ultima rivoluzione che stanno preparando alla Scuola superiore Sant’Anna: permetterà di monitorare meglio il traffico aereo – ma non solo – e di ridurre gli incidenti in caso di traffico intenso.

Tutti sanno come funziona un radar anche perché all’esterno è cambiato pochissimo dalla Seconda guerra mondiale in poi; ma quello che c’è «dietro l’antenna» è totalmente nuovo, dice Antonella Bogoni, coordinatrice del progetto realizzato da Tecip (Istituto di tecnologie della comunicazione, informazione e percezione, interno alla scuola d’eccellenza pisana) e Cnit (Consorzio nazionale interuniversitario per le telecomunicazioni). Infatti, la parte hardware è realizzata con componenti che sono attraversati da fotoni – cioè luce – e non più da impulsi elettrici. Questa scelta permette di ottenere «grande stabilità, una capacità di salire facilmente in frequenza e una maggiore velocità di trasmettere i segnali». Fuori il radar continua a usare le onde elettromagnetiche sparate in cielo: se esse si perdono, vuol dire che lo spazio è libero; se invece rimbalzano su un ostacolo, come un aereo, tornano indietro e sono rilevate.

Ma il vantaggio principale di usare “a monte” una struttura a fotoni è che l’antenna così comandata può emettere e controllare diverse frequenze contemporaneamente e riunire in un solo strumento più funzioni: se ora ci vuole un radar per seguire lo spazio aereo e uno per controllare il movimento dei velivoli in pista, con l’invenzione del gruppo coordinato da Bogoni basta un solo apparecchio per fare tutto. Con applicazioni versatili, anche la produzione diventa vantaggiosa; non a caso il progetto, partito nel 2009 con lo scopo di realizzare un prototipo, ora sta evolvendo verso un livello pre-industriale: si registra già l’interessamento di diverse aziende. Le funzioni, infatti, sono numerose: monitoraggio ambientale, controllo del traffico anche marino e portuale e persino comunicazioni.

La “scatola” finita è intanto sul tetto del Tecip, al Cnr di Pisa, e in settimana comincerà la sperimentazione, autorizzata dal ministero e dai militari che controllano lo spazio aereo intorno allo scalo Galilei: per quaranta giorni circa, con potenze bassissime che coprono fino a dieci chilometri di distanza, il radar fotonico registrerà il traffico dei velivoli e confronterà i suoi dati con le posizioni inviate dagli aerei, per testare la precisione delle proprie misure.

La sfida successiva sarà quella di diminuire le dimensioni dell’apparecchio «da qualche metro cubo a un oggetto molto più ridotto, grazie all’utilizzo di chip fotonici integrati».

Per quanto tutto questo possa sembrare fantascienza, Bogoni evidenzia che «tutte le tecnologie necessarie sono già esistenti»; ciononostante l’invenzione del Sant’Anna

è «unica al mondo: solo noi lo abbiamo realizzato». E con i quasi due milioni provenienti dall’Erc (Consiglio europeo di ricerca) è stato possibile assumere qualche ricercatore portando lo staff di Bogoni a dodici persone.

GUARDA IL VIDEO

E LA FOTOGALLERY

WWW.ILTIRRENO.IT

TrovaRistorante

a Pisa Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Stampare un libro risparmiando: ecco come fare