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Archeologi pisani e americani insieme

Riparte la campagna di scavi a Badia Pozzeveri intorno all’antica chiesa abbaziale che sarà utilizzata come scuola estiva di archeologia dagli studenti provenienti da diciassette università statunitensi

Torna la campagna di scavi a Badia Pozzeveri nel comune di Altopascio (Lucca) nell'area intorno all'antica chiesa abbaziale che sarà utilizzata come scuola estiva di archeologia dagli studenti di antropologia e di archeologia provenienti da ben 17 università nordamericane, sotto l'egida del Department of Anthropology dell'Ohio State University, e dagli studenti del master in Bioarcheologia, Paleopatologia e Antropologia Forense degli atenei di Pisa, Bologna e Milano.

Il progetto di studio, varato in accordo con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, ha come obiettivo l'indagine archeologica estensiva dell'antica abbazia e in particolare lo studio e l'analisi dei resti umani sepolti nelle aree cimiteriali del monastero. Il campione bioarcheologico recuperato, spiega una nota dell'università di Pisa, «permetterà di ricostruire malattie, stile di vita e caratteristiche fisiche della popolazione locale dal Medioevo fino al XIX secolo».

Il cantiere prevede quest'anno la permanenza sul sito di 31 studenti americani, 10 fra istruttori, supervisori e assistenti di ricerca italiani e americani e 3 directors (Francesco Coschino, Antonio Fornaciari, Giuseppe Vercellotti), per un totale di 38 persone, per tutto luglio. Gli studenti saranno ospiti del comune di Altopascio, grazie a un finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. L'area di scavo di quest'anno sarà molto più estesa rispetto alla scorsa edizione, dopo che l'anno scorso erano riaffiorate diverse fasi cimiteriali comprese tra l'XI e il XIX secolo, tra cui un'area destinata

ai bambini risalente al XVIII secolo, nota in Toscana come “paradisino”.

Di particolare importanza è stato il ritrovamento di una fossa per la gettata delle campane risalente alla fine del XVIII secolo, in cui erano ancora ben visibili le impronte degli stampi per la fusione del bronzo.

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