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Blu Cafè, quando l’enogastronomia fa rima con l’arte

È al primo piano della foresteria dell’omonimo palazzo Lo dirige Matteo Anconetani, nipote del compianto Romeo

PISA. Mettete Mirò, Chagall, Picasso e Kandinsky insieme in una serata di alta cucina a palazzo Blu. Maestri universali che ci hanno accompagnato in questi ultimi anni dietro l'inusuale (ma autentica) facciata che riproduce il cielo serale di Pisa: mostre itineranti e non solo, insieme a capolavori d'arte custoditi permanentemente.

Quel palazzo ha restituito a Pisa un complesso architettonico più unico che raro, lanciandolo come finestra dell'arte nel mondo: ora può essere il viatico anche di un excursus enogastronomico sulla scia di geni universali. Percorso possibile, dopo che la Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa ha aggiunto al palazzo Blu una foresteria, sanando fra l'altro una ferita dietro il Comune. Sono spuntati un bar e un ristorante accanto e sopra a una libreria. E tra il palazzo Blu e la foresteria _ folgorazione sulla via di Damasco _ c'è la Galleria Luciano Chiti, dedicata a un grande maestro pisano dell'offerta turistica e non solo. Chiti aveva fondato l'associazione degli Amici dei musei e dei monumenti pisani e anche la delegazione di Pisa dell'Accademia italiana della cucina: ecco l'idea affascinante di uno sposalizio arte-gastronomia.

Scavando nella vita di Mirò, Chagall, Picasso e Kandinsky si trovano segnali eloquenti di come la loro arte abbia influenzato la cucina e viceversa. Tocca al gestore e all'entourage di questo ristorante al primo piano della foresteria accanto al palazzo Blu (con la possibilità, d'estate, di godere di tavoli in un cortile appartato e silenzioso nel cuore di Pisa) trovare il leit-motiv di questo abbinamento. Matteo Anconetani, direttore del ristorante di palazzo Blu è nipote di Romeo più genio che sregolatezza del calcio pisano: non gli dovrebbe essere difficile dipanare la matassa tra arte e gastronomia, come il nonno aveva dipanato quella tra arte pedatoria e possibilità di sopravvivenza tra serie A e B in condizioni precarie. Matteo è ben avviato: ha voglia di fare, perspicacia e nonostante la giovanissima età ha già esperienze alle spalle al Marco Polo di Marina, poi all'avviatissima pizzeria in lungarno Mediceo 15 oggi gestita dalla sorella Maria Chiara.

Qui al ristorante del palazzo Blu ci ha colpito il risotto alla Bismarck che il bravo chef Pietro Vattiata ha ben rivisitato e ci ha proposto in un'armonia di aromi e profumi (ottima anche la cottura): potrebbe avere la variante di un risotto alla Picasso. Non deve essere certo un'imitazione del piatto lanciato da Shamira Gatta nella sua "Alchimie in cucina", basato sulla tecnica pittorica di Picasso, quanto, che so, sulla cucina catalana che può mettere insieme Mirò, Chagall, Picasso e Kandinsky. Certo, bisogna eliminare i facili stereotipi. Lo chef Vattiata ci ha proposto, tra gli assaggi di antipasti, il polpo alla griglia in salsa greca: accostamento ben strutturato. Le curve e i motivi ondulanti del polpo hanno ispirato i motivi delle opere di Gustav Klimt, Max Ernst e la natura morta di polpi e seppie di Picasso, nonché le opere di Mirò e Chagall: ecco un'idea per il ristorante di palazzo Blu, ma senza copia e incolla. Vista la proposta atipica di un sorbetto al pomodoro tra primo e secondo (ottima scelta) c'è da credere che prima o poi questo menu di "accostamenti giudiziosi" tra arti figurative e gastronomiche si farà. Anche perché, richiamo inconscio, lo chef Vattiata (siciliano, di Trapani: varie esperienze come chef a Pisa, in particolare ai "Lumi" in San Martino e alla "Torretta" di Caprona, con stage alle "Cirque" di Sirio Maccioni a New York e a Mosca), un abbozzo di tema ce lo ha già proposto, nella sua "Tavolozza di tonno al kabir". Ecco che i colori delle verdure costituiscono già un tema interessante. Magari ci

delizi un po' di più con i suoi piatti siciliani, tra i migliori che abbiamo assaggiato negli ultimi anni. Come i vini: tanti siciliani, soprattutto quelli di Donnafugata (eccellente il SurSur, Grillo in purezza) e anche una ricca selezione delle colline pisane.

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