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Addio al cantautore Piero Finà

È stato un artista protagonista della vita goliardica pisana. Suo il testo di “Amare” che portò Mino Vergnaghi a vincere il Festival di Sanremo nel 1979

PISA. Martedì pomeriggio (9 aprile) all’età di 70 anni è scomparso Piero Finà (nella foto), cantautore e artista poliedrico, indissolubilmente legato a Pisa e alla sua vita goliardica da quando vi mise piede nel ‘61 per iscriversi alla facoltà di lettere.

Suo il testo di “Amare”, che portò Mino Vergnaghi a vincere il Festival di Sanremo nell’edizione del 1979, e sue infinite canzoni, dalle più giocose alle più raffinate, che oggi costituiscono l’anima del canzoniere goliardico italiano.Nato ad Ancona nel 1942 Finà trascorse la sua infanzia in Maremma, terra più e più volte citata nella sua produzione artistica.

Una volta a Pisa si gettò a capofitto nella turbolenta vita universitaria degli anni ‘60, prendendo il nome di “Astarotte” e contribuendo alla nascita degli ordini goliardici cittadini quali Il Campano, il Magnifico Verre e l’attuale Savot. Nel ‘66 fu tra i fondatori del Gruppo Pisano del Nuovo Canzoniere Italiano, con il quale girò l’Italia per tre anni. Assieme a lui, tra gli altri, i pisani Piero e Lidia Nissim, Massimo Vannucchi, Riccardo Bozzi e Pino Masi.

Di indole anarchica e ormai proiettato verso una vita da artista, nel ‘70 si trasferì a Roma esibendosi con alcune cooperative teatrali, dove il cabaret stava trasformandosi in teatro-canzone, e poi nel gruppo diretto da Silvano Spadaccino. Risale al 1973 la sua prima esibizione con il Sovrano Ordine Goliardico dei Clerici Vagantes, con il quale produsse musica e spettacoli fino ai primi anni ‘90.

Come solista, invece, tra la fine degli anni ‘70 e i primi ‘80 pubblicò tre LP (Anghigò, Calma cacchio non spinga e Indeformabile), finché non prevalse in lui il rigetto verso i meccanismi imposti dalle case discografiche.

Massima prerogativa di Pierò Finà era giocare con i linguaggi e con le forme espressive, cercando sempre di stravolgere e ribaltare i comuni punti di vista con intelligenza, creatività e fantasia. Dopo essere passato per Lecco e Trieste, in questi ultimi anni era tornato a vivere a Pisa. Qui

aveva ancora tanti amici, per i quali era un prezioso e insostituibile punto di riferimento. Su richiesta dello stesso e per volere dei tre figli non ci saranno funerali, ma canzoni e vino.Gli ultimi anni della sua vita il cantautore li ha trascorsi a Uliveto Terme, nel comune di Vicopisano.

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