Quotidiani locali

Sostegno psicologico e assistenza legale

Nel 2012 sono stati trattati 224 casi di persone in difficoltà. Una rete di servizi gratuiti

PISA. Oggi la Casa della donna, dalle cinque del pomeriggio in poi, sarà aperta al pubblico per un appuntamento dedicato a chi vorrà ricordare la storica data dell'otto marzo, impropriamente chiamata festa, nata dall'omaggio ad un evento luttuoso - la morte di centinaia di operaie nel rogo di una fabbrica in cui erano state chiuse - e che ha per l'emblema il fiore ex povero della mimosa, pure lui stritolato dalle spire di un consumismo impietoso e inaccettabile. Sarà possibile ammirare una mostra sulla storia del movimento femminista e sarà possibile anche stare insieme, avendo per sottofondo il gruppo Controcanto, in un momento conviviale. La Casa nacque nell'80 dalla storica occupazione, da parte dell'allora movimento femminista, di uno stabile della Provincia, ex sede di un distretto militare, in via Galli Tassi.

L'assegnazione della palazzina - da parte dell'amministrazione provinciale, appunto, al movimento - risale all'8 marzo del Novanta, dieci anni dopo. Telefono donna, il servizio di ascolto, nasce nel ’93, un'esperienza cresciuta negli anni e su cui si fondano, a Pisa come in tutta Italia, i Centri antiviolenza. Quello che doveva essere un ascolto ed un aiuto, magari per separazioni o riconoscimenti di figli, raccoglie da subito storie di abusi, botte, soprusi e varie forme di schiavitù, da quelle del Terzo Mondo a quelle psicologiche e non solo di paesi cosiddetti civili, come il nostro, dove se le pareti fossero di vetro potrebbero offrire spettacoli insospettabili. Di questa esperienza parlano la presidente della Casa, Paola Bora, con la vicepresidente vicaria, Carla Pochini, insieme alla psichiatra Rita Rocca, alla responsabile del Telefono, Francesca Pidone, e alle operatrici Giacomina Rago e Stefania Rolla.

Oggi le Case come queste, in tutta Italia, sono una trentina ed i centri antiviolenza una settantina. La Casa di via Galli Tassi conta centoventi socie volontarie, di cui una cinquantina attive, ma è frequentata ogni anno da almeno quattrocento persone. Nel 2012 il Telefono donna ha trattato 224 casi di persone in difficoltà.

L'assistenza è gratuita e il percorso prevede colloqui, sostegno psicologico, valutazioni del rischio, appoggio legale, ma soprattutto una rete di servizi

che entra in contatto con gli operatori sanitari a quelli delle forze dell'ordine.

Per chi volesse aiutare la Casa, a cui si può devolvere anche il 5 per mille, ecco i riferimenti bancari: IT21N0503414024000000218367, Banco Popolare Società Cooperativa. (c.v.)

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