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Giuristi e docenti universitari contro lo sgombero dell’ex fabbrica occupata

Appello a Comune, prefetto e questore: lo firma anche il professor Stefano Rodotà

Un gruppo di giuristi e docenti universitari, tra loro anche Stefano Rodotà, ha sottoscritto un appello per impedire l'imminente sgombero dell'ex fabbrica del Colorificio Toscano, a Pisa, occupata da ottobre da un gruppo di associazioni, che facevano capo al cartello Rebeldia e che ora ha preso il nome di Municipio dei Beni comuni, per restituire vita a un'area di oltre14 mila metri quadrati da anni lasciata in stato di abbandono.

«Riteniamo del tutto inammissibile e potenzialmente produttivo di conseguenze politiche e giuridiche -. si legge nell'appello - che il Comune di Pisa invece di valorizzare e incoraggiare questa importante esperienza di uso generativo della proprietà privata, consenta lo sgombero del Municipio dei Beni Comuni dal Colorificio Liberato».

E aggiungono che deve essere considerata «costituzionalmente prevalente l'azione di valorizzazione dell'immobile rispetto allo stato di abbandono e di degrado cui esso stesso è sottoposto, di per sè idoneo a configurare un'ipotesi di abuso del diritto di proprietà».

Infine, i firmatari dell'appello ricordano «a prefetto e questore che solamente in modo gravemente lesivo delle proprie prerogative legali e costituzionali potrebbero procedere al di fuori dei limiti di legge e del controllo preventivo giurisdizionale

ordinario» e per questo si dichiarano «disponibili a collaborare nella ricerca di una soluzione giuridica che consenta la piena valorizzazione sociale e l'accesso al bene comune contemperando le ragioni della produzione e generazione di beni comuni con quelle della proprietà».

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