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Fascetti 2.0, la scuola sul web è più felice

I genitori trovano su internet voti, assenze e giudizi. Insegnanti e studenti dialogano in una sorta di Facebook interno

PISA. In tempi di bullismo e problemi di comunicazione tra professori e ragazzi, all’Ipsia “Fascetti” sembra di vivere su un pianeta felice. Qui una sorta di registro elettronico ha cambiato il modo in cui è percepita la scuola al punto, che durante le scorse vacanze di Natale, gli insegnanti hanno trascorso gran parte del tempo a dialogare online con gli studenti, i quali hanno chiesto consigli persino su problemi personali. Il dirigente dell’istituto professionale, Fortunato Nardelli, la chiama «rivoluzione nella didattica» e il trucco consiste nell’usare uno strumento familiare ai ragazzi: la tecnologia. Infatti, spiega il preside, «gli studenti passano ore sui social network e sono usati dalla tecnologia; noi dobbiamo insegnar loro a ribaltare la prospettiva: a usare la tecnologia in modo critico». Così assenze, voti e simili sono tutte in rete, accessibili con password. Questo è una sorta di minimo sindacale previsto dal ministero, anche se non da tutti rispettato; la vera novità è che tramite questa piattaforma, la “Fascetti Edu 2.0”, i professori assegnano esercitazioni che si autocorreggono in tempo reale, dando ai ragazzi un riscontro immediato per testare la preparazione. Il vantaggio è triplo: intanto, «passare dalla pagina di Facebook a quella della scuola» è più naturale che dover aprire un quaderno; pertanto gli studenti guardano ai compiti come a un gioco. Inoltre le scadenze di consegna degli elaborati, fissate al secondo, «abituano i ragazzi a rispettare i tempi – responsabilizzandoli – e aiutano i docenti a ragionare in termini di programmazione». L’accesso dei genitori al registro elettronico è consentito, ma su canali diversi, tali da non far sembrare l’operazione una specie di “controllo dei grandi”. E i risultati si vedono. Nardelli sostiene che «con la didattica tradizionale diventa difficile coinvolgere i ragazzi, mentre con le nuove tecnologie gli allievi imparano facendo cose interessanti» dal loro punto di vista. Gli stessi «docenti stanno apprezzando la possibilità di far lavorare a casa gli allievi». La piattaforma su cui gira il registro elettronico è americana, di una ditta con cui il dirigente, che è un ingegnere, ha lavorato in passato: «Per questo siamo riusciti ad averla gratis e ora traduco solo gli aggiornamenti dall’inglese», senza aver bisogno di personale per lo sviluppo e la gestione. Certo, il “virtuale” da solo non basta e la Robofesta di ieri, gara tra automi provenienti da tutta Italia, è un altro modo per coinvolgere i ragazzi. Arrivata alla 18ª edizione, Nardelli dice di averla «ereditata», perché non vuole assumere meriti di altri. Ma comunque ci ha messo del suo: per esempio, all’esterno dell’istituto ieri c’erano mostre di auto d’epoca e dimostrazioni di “auto tuning”, «esposizioni di contorno per attirare l’attenzione anche dei ragazzi che fanno l’indirizzo meccanico. Peccato per il maltempo, che ha fatto saltare l’esibizione di mini elicotteri».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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