Ora Sara e Antonio vivono insieme nella casa di Gello

Caso Ragusa, a quasi un anno dalla scomparsa di Roberta il marito non è stato ancora interrogato dal magistrato

    di Candida Virgone

    SAN GIULIANO TERME. Vivono insieme Antonio Logli e Sara Calzolaio, nella casa di famiglia. Una notizia che ha fatto il giro del piccolo centro di Gello e che è stata accolta con giudizi non morbidi nei confronti di una coppia da mesi nell’occhio del ciclone.

    Lui è l’uomo sotto inchiesta da nove mesi per la scomparsa, avvenuta ormai quasi un anno fa, nella gelida notte fra il 13 e il 14 gennaio scorsi, della moglie, Roberta Ragusa, all’epoca 45 anni, titolare dell’autoscuola di famiglia, la «Futura». Lei è la ragazza che ha preso il posto di questa madre di famiglia nel cuore dell’uomo ormai da una vita. Vent’anni di differenza, 49 lui, 29 lei, ed una storia d’amore più forte di tutto e tutti, se è vero, come dice chi li conosce bene, che va avanti da quando Sara, appena diciottenne, arrivò nell’autoscuola di Antonio per prender la patente.

    Lui la propose alla moglie come baby sitter dei loro bimbi prima e poi come segretaria nella piccola impresa di famiglia, abbandonata dalla ragazza mesi fa, quando la pressione mediatica sul caso si era fatta insopportabile. Di Roberta Ragusa, nonostante le centinaia di persone interrogate e ascoltate e le ricerche e le indagini fin qui svolte, non si sa ancora nulla: a casa ha lasciato i figli, un liceale sedicenne, Daniele, e una ragazzina che ha compiuto 11 anni e si è iscritta in prima media senza la mamma.

    Agli inizi dell’estate in tanti avevano visto in giro, sempre più spesso, Antonio e Sara, mano nella mano, anche con i ragazzi. Poi si era saputo che lei aveva lasciato la casa della madre, a Metato (il padre era morto improvvisamente poco dopo la scomparsa di Roberta), per andare a vivere altrove. Oggi la coppia vivrebbe insieme nella casa di famiglia, a due passi dai genitori di Antonio, Valdemaro e Carla, ma la convivenza - per quanto intervallata da qualche pausa, umanamente comprensibile e quasi una strada obbligata nell’ottica di fare finalmente chiarezza dopo anni di clandestinità - non è passata inosservata ed è al centro di commenti al veleno.

    Da fine febbraio, dall’arrivo in casa Logli dei Ris, unico sotto inchiesta per omicidio volontario nel caso di scomparsa di Roberta Ragusa resta Antonio, ascoltato dai carabinieri come persona informata dei fatti al momento della denuncia della sparizione della moglie, ma mai interrogato come indagato dal pm che coordina l’inchiesta, Aldo Mantovani. Il sostituto dice di non aver nulla da contestargli rispetto alle prime dichiarazioni, l’indagato ui ha ha chiesto più volte di deporre le sue verità. Proprio per questo, cosa abbia in mano la procura, Antonio e il suo legale, l’avvocato Roberto Cavani, ancora non lo sanno.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    04 dicembre 2012

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