Quotidiani locali

Gli olivi sono carichi ci si prepara alla raccolta

Nonostante la lunga siccità, si prevede una stagione superiore all’anno prima La temuta mosca olearia ha risparmiato le piante del monte pisano

SAN GIULIANO. Al ritmo frenetico si sta preparando la raccolta delle olive. Reti che si stendono, messe a punto canne di scuotitura e ulivieri, la rispolveratina a ceste e corbelli.

«La prima frangitura, lo scorso anno, avvenne l’8 ottobre. Dopo la prima settimana del mese prossimo tutti i giorni sono buoni», dice Michele Bonanni, da 30 anni presidente dell’oleificio sociale del lungomonte, che annovera 450 soci. Si delinea la produzione 2012 a termine di un percorso piuttosto accidentato. Ha fatto temere il peggio l’estate caldissima, contrassegnata da una siccità record, e poi qualche perturbazione di troppo come il forte vento, per fortuna di breve durata. Bonanni fotografa il quadro generale: «Le olive sono sane, non tantissime ma buone. La mosca olearia ha risparmiato il monte e il piano. L’insetto non ha trovato condizioni meteo capaci di favorirne la proliferazione. Nessun ricorso a interventi tesi a salvaguardare gli oliveti. Questo è il primo dato largamente positivo».

Puntuale conferma arriva dalle diverse realtà sul territorio. Berti Lorenzi, titolare a Val di Vico dell’importante azienda agricola che porta il suo nome, al confine tra San Giuliano e Calci, rileva: «Sarà pregiato l’olio nonostante il particolare andamento stagionale. Intanto, insieme alla qualità, parliamo della quantità. La produzione si annuncia superiore a quella 2011. Si stava mettendo male - sottolinea Berti Lorenzi - quando quasi in extremis sono arrivate le piogge che hanno permesso la giusta maturazione. Dunque guardiamo con ottimismo al quadro generale. Unico timore, ma facciamo gli scongiuri, un evento atmosferico negativo tipo una violenta grandinata. Certo è - conclude il titolare della grande azienda agricola - che dobbiamo prendere atto come nella stessa superficie olivata ci siano piante cariche accanto ad alberi quasi spogli. Non riusciamo a spiegarcelo».

Letizia Montanari, raccoglitrice storica del monte pisano ed esperta riconosciuta, annota: «Non è possibile ancora stabilire quale sarà la resa in sede di frangitura. Alta, media o modesta, è da vedere. Certo è che contano le varietà delle olive. Leccina, razza, moraiola, frantoiana. Qui da noi le specie si mescolano quasi ovunque. Non esiste una monocoltura. Va da sè che la frantoiana da sola è in grado di garantire un olio eccellente. I segreti dell’olio sono molteplici, dipendono anche dal tipo di frangitura, operazione a caldo o a freddo». Rimane la legge delle tre S: quando si coltiva l’olivo incidono suolo, sole e silenzio. A Calci soprattutto, ma anche a San Giuliano e Vecchiano, arrivano gli americani in cerca del prodotto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Trova Cinema

Tutti i cinema »

TrovaRistorante

a Pisa Tutti i ristoranti »

In edicola

Sfoglia il Tirreno
e porta il cinema a casa tua!3 Mesi a soli 19,99€

ATTIVA
ilmiolibro

Scarica e leggi gli ebook gratis e crea il tuo.