Bocelli laureato illustre, a lui
il premio “Campano d’oro”

Applausi convinti delle centinaia di cittadini, studenti e docenti che hanno affollato la Chiesa dei Cavalieri di Santo Stefano per la cerimonia di conferimento del prestigioso riconoscimento che premia i laureati illustri dell’Università di Pisa 

    La sorpresa, tanto attesa e desiderata, si è materializzata al termine dell’incontro, quando Andrea Bocelli è salito sul palco e si è unito al Coro dell’Ateneo, diretto da Stefano Barandoni, per esibirsi sulle note del “Panis Angelicus” di César Franck. Si è conclusa così, con gli applausi convinti delle centinaia di cittadini, studenti e docenti che hanno affollato la Chiesa dei Cavalieri di Santo Stefano fino al tardo pomeriggio, la cerimonia di conferimento del “Campano d’oro”, il prestigioso riconoscimento che premia i laureati illustri dell’Università di Pisa e che quest’anno è stato assegnato al tenore di Lajatico. Poco prima, nel ricevere il “Campano” dalle mani del presidente dell’ALAP, Paolo Ghezzi, Andrea Bocelli ha reso omaggio alla sua Università: “Ognuno di noi è la summa di ciò che ha imparato nella vita – ha detto – e io sono grato all’Università di Pisa per avere contribuito a fare di me quello che sono oggi. Ricordo l’Ateneo con affetto e anche con tenerezza, come capita alle immagini che richiamano alla mente la propria giovinezza, così come ricordo tutti i professori che ho incontrato nel mio percorso di studi”. Bocelli ha quindi rievocato i suoi anni universitari, rendendo merito alle tante persone, compresi i primi maestri di canto e alcuni docenti universitari, che hanno avuto un ruolo decisivo nella sua formazione, “a cominciare dai miei genitori, che sono stati coraggiosi nell’insegnarmi a essere coraggioso”.

    Anche la “Laudatio” del professor Eugenio Ripepe, intervenuto nella doppia veste di preside della facoltà di Giurisprudenza e di relatore della tesi di laurea di Bocelli, si è soffermata sugli anni di formazione del maestro. Un percorso riletto come un viaggio da Andrea Bocelli al dottor Bocelli e ritorno: “questo nostro allievo – ha argomentato il professor Ripepe - ha speso tante energie per terminare gli studi, ma dal giorno dopo ha lavorato per tornare a essere semplicemente Andrea Bocelli, senza valorizzare la laurea appena conseguita e anzi impegnandosi ancor di più per trovare una sua strada nel campo della musica”. Leggendo le “Motivazioni” del riconoscimento, il presidente dell’Associazione dei Laureati dell’Ateneo Pisano ha sottolineato tre aspetti principali.

    “Dotato di grande sensibilità e cultura - ha detto Paolo Ghezzi - Bocelli si è dedicato con tenacia e costanza alla ricerca musicologica, rinnovandosi continuamente come artista e come uomo e diventando esempio virtuoso per quei giovani che attraverso l’impegno e lo studio mirano all’eccellenza”. In un passaggio successivo, Ghezzi ha quindi evidenziato l’attenzione del tenore per i temi della restituzione, del dialogo e della cooperazione tra i popoli: “Con il suo costante impegno sociale, richiama ciascuno alla necessità di restituire e condividere parte dei doni e delle fortune a diverso titolo ricevute, ricercando fondamenti di equità e giustizia senza i quali ogni successo professionale e ogni eccellenza non possono che essere fonte di gioia parziale”.

    L’ultima annotazione è stata dedicata al “continuo, grande attaccamento alla città di Pisa, alla sua Università, al suo territorio, valorizzandone la promozione e contribuendo fattivamente al loro progresso”. Il rettore Massimo Augello ha aperto gli interventi celebrando Andrea Bocelli, anche attraverso la citazione di uno dei libri preferiti dal tenore, “Le Confessioni” di Tolstoj, ma facendo cenno nello stesso tempo alla recente chiusura del Palazzo della Sapienza, il luogo dove la comunità universitaria pisana ha sempre celebrato i suoi momenti più solenni, compreso quello legato al premio del “Campano”. “Mi pare una coincidenza simbolicamente importante - ha detto - che questa prima cerimonia fuori della Sapienza veda come protagonista un laureato in Giurisprudenza; anzi, il laureato più conosciuto al mondo della facoltà e dell’intero Ateneo pisano, che quelle aule ha frequentato, conservando una viva memoria di quegli anni”. Il professor Augello ha poi terminato il suo discorso formulando, a nome di tutta la comunità accademica pisana, il desiderio di “ritrovarci presto all’interno del Palazzo della Sapienza per ascoltare la magnifica voce di Andrea Bocelli”.

    14 settembre 2012

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