Università, finanziati dalla Regione 33 progetti

Dalle energie rinnovabili alla ricerca medica, dalle nanotecnologie alla robotica e allo spazio: sono 33 i progetti di ricerca che hanno ottenuto dalla Regione un cofinanziamento complessivo pari a 990.000 euro

    Dalle energie rinnovabili alla ricerca medica, dalle nanotecnologie alla robotica e allo spazio, dall’innovazione sociale all’informatica. Sono 33 i progetti di ricerca dell’Università di Pisa che hanno ottenuto dalla Regione Toscana un cofinanziamento complessivo pari a 990.000 euro. Gli assegni di ricerca saranno destinati a ricercatori under 35 e avranno una durata biennale, per un importo di euro 60.000, metà provenienti dal finanziamento regionale e metà da aziende e altri soggetti pubblici che collaborano all’attività di ricerca dei dipartimenti che hanno presentato il progetto. “Il nostro Ateneo - commenta il prorettore vicario, Nicoletta De Francesco (nella foto, a destra)- ha raccolto una cospicua quota del cofinanziamento per gli assegni di ricerca dal tessuto produttivo toscano e nazionale. In questa fase economica così difficile, è un segno di grande vitalità della nostra ricerca e allo stesso tempo del bisogno che le aziende hanno di ‘ricerca’ per ripartire”.

    L’importo complessivo stanziato dalla Regione, a valere sul Fondo Sociale Europeo, è pari a 6 milioni di euro che è servito per finanziare 200 assegni di ricerca biennali destinati alle università e agli istituti di ricerca toscani. L’Università di Pisa ha ottenuto il cofinanziamento di 33 assegni di ricerca su 38 richieste presentate.

    “I finanziamenti stanziati dalla Regione Toscana permetteranno a diversi giovani ricercatori del nostro Ateneo di proseguire il loro percorso di ricerca su temi che interessano settori strategici e innovativi della nostra società - commenta il rettore Massimo Augello (nella foto, al centro) -. Visti i continui tagli all’FFO, abbiamo bisogno che la Regione continui a investire risorse sulla formazione e sulla ricerca portate avanti dagli atenei e dagli enti toscani, in una prospettiva regionale di sistema universitario. Già oggi, sulla base dei dati a disposizione, il modello toscano si dimostra tra i migliori in Italia, con prospettive di ulteriore crescita che potrebbero trasformarlo in un distretto di ricerca e innovazione con pochi eguali a livello europeo e mondiale”.

    12 settembre 2012

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