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I muri di Pisa parlano. E qualche volta, urlano

Viaggio tra le scritte che inondano gli edifici cittadini, frasi d’amore e d’odio, private e politiche, assurde e ironiche. E poi ci sono i murales. Creatività o vandalismo?

La dichiarazione programmatica si legge in Piazza dei Cavalieri: "Muro pulito, popolo muto". Altro che muti, a Pisa i muri parlano eccome, spesso urlano. Quasi non c'è muro della città che non ospiti parole su parole, slogan, appelli, minacce, dichiarazioni d'amore e anche di odio. Dal semplice e immediato "Forza Pisa" al più impegnativo "L'umanità verrà salvata dagli alieni, dai surreali "Mi sembri tu buzzecoli" in Via San Martino, "Ho scritto Tano sulla sabbia" in Via delle sette volte, "Carmelo Bene uno di noi", in Piazza delle Vettovaglie. I muri traboccano di scritte, sembrano una messaggeria fatta di inchiostro e cemento dove i pensieri degli improvvisati poeti ermetici vengono impressi in un momento ma entrano poi in contatto con tutta la popolazione.

Ci sono scritte d'amore e di odio, scritte campaniliste o di carattere politico nella tradizione di impegno militante che caratterizza la città, minacciose o solo ironiche. E poi quelle assurde, divertenti, giocose, irriverenti.

Intanto si discute su quali siano i confini tra arte e vandalismo. E il Comune annuncia iniziative di collaborazione con i writer, assicurando invece un’applicazione severa della legge per chi semplicemente imbratta monumenti, edifici storici e artistici.

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