Riaffiora una fabbrica rinascimentale

Agli Arsenali Repubblicani, sotto le campate medievali, un sito industriale attivo tra il Cinquecento e il Settecento

    di Francesco Loi

    PISA. Spunta una fabbrica rinascimentale sotto le campate medievali degli Arsenali Repubblicani. Ecco i risultati delle prime analisi di storici ed esperti sugli scavi archeologici da poco conclusi nell’area in cui venivano riparate le navi della Repubblica Marinara. Sotto il suolo pisano le sorprese non finiscono. E poi “scherzano” con il tempo: gli Arsenali Repubblicani sono stati a lungo a servizio degli Arsenali Medicei lì vicino. Un compito destinato a riproporsi: gli Arsenali Repubblicani - che ospiteranno un centro ricettivo-turistico ritrovando la conformazione originaria del 1300 (in un progetto ancora tutto da definire) - saranno una sorta di “anticamera” proprio degli Arsenali Medicei di lungarno Simonelli, futura sede del museo delle navi antiche. E’ il passato che ritorna.

    Ritrovamenti. Ma cosa è emerso nell’area degli scavi (2.970 metri cubi), tra la Cittadella e via Bonanno? Un capannone artigianale rinascimentale, capace di ospitare attività produttive completamente differenti tra loro, quali un magazzino di legname e una piccola falegnameria per la riparazione delle imbarcazioni. Un laboratorio per la produzione di gallette, le focacce secche a lunga conservazione che per secoli hanno costituito l’alimento base di militari e marinai costretti in mare per lunghi periodi. E, novità quasi inedita, anche una fabbrica di smeriglio, la pietra scura molto utilizzata in passato per affilare e levigare armi e strumenti di lavoro; e uno spazio per lo stoccaggio di salnitro e polvere da sparo. Tutto questo erano diventati gli Arsenali Repubblicani, fulcro del medievale quartiere marinaro della Terzanaia, tra la metà del 1500 e l’inizio del 1700. La campagna di scavi archeologici è stata realizzata dalla Lattanzi, l’impresa che ha vinto la gara per il restauro e la riqualificazione dell’antica fabbrica delle galee della Repubblica Marinara, uno dei più impegnativi tra i 14 progetti Piuss che stanno ridisegnando il volto della città e che prevede il restauro anche della Torre Guelfa e delle fortificazioni ad essa collegate, per un importo complessivo di quasi 4 milioni di euro.

    Pagine di storia. «I Piuss, proprio in quanto ponte e trait d’union tra le glorie del passato di Pisa e la prospettiva di una città all’avanguardia, sono anche una grande occasione per riscoprire e aggiungere pagine nuove alla storia della nostra città», sottolinea il sindaco Marco Filippeschi. Ma il lavoro di analisi e ricostruzione storica «deve ancora colmare qualche buco, come, ad esempio, il periodo compreso tra la prima conquista fiorentina e l’epoca medicea, di cui sappiamo davvero poco in riferimento alla funzione e all’utilizzo degli Arsenali», dice l’architetto Mario Pasqualetti, progettista insieme all’architetto Fabio Daole. Ci sono anche delle certezze: «E’ ormai assodato, e gli scavi lo hanno confermato, che la struttura originaria fosse composta da almeno sei campate, ovvero due in più delle quattro che sono rimaste in piedi - aggiungono gli architetti -. E’ proprio all’interno di quelle campate che, tra la fine del 1500 e l’inizio del 1700, si è sviluppata una sorta di attività proto industriale: le prime due infatti erano essenzialmente dedicate a magazzino di legname e ad attività di piccola falegnameria; quelle centrali alla produzione di gallette; e le ultime due a spazio per lo stoccaggio di salnitro e polvere da sparo, oltre che alla smerigliatura. Lo smeriglio, pietra durissima utilizzata per la levigatura dei metalli, doveva verosimilmente riguardare soprattutto le palle di cannone, dato che sul posto ne è stato trovato un discreto quantitativo». Dopo l’epopea dell’insediamento protoindustriale, gli ex Arsenali hanno conosciuto un nuovo declino, diventando sostanzialmente una stalla a servizio prima dei vicini Arsenali Medicei e poi, dal 1747, della caserma dei cavalleggeri, fino ai pesanti danneggiamenti della guerra.

    Aspetto originario. Il rilancio passa attraverso la definizione del progetto esecutivo. Oggi è in programma un incontro decisivo con la Sovrintendenza. «L’ipotesi prevalente - dice l’assessore ai lavori pubblici Andrea Serfogli - è quella di ricreare l’assetto originario trecentesco, completando i lavori nella primavera 2014». Nella nuova struttura (che sarà «chiusa, coperta, riscaldata e fruibile», ha detto il sindaco) i reperti ritrovati resteranno in parte visibili, mentre in parte saranno coperti dai lavori di recupero. I visitatori dei “nuovi” Arsenali potranno vedere con i propri occhi le testimonianze, come se calpestassero e camminassero in un piccolo museo che fa rivivere quella che è stata la Repubblica di Pisa.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    19 luglio 2012

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