Commercianti in rivolta per gli espositori vietati

Cambiano le regole per l’occupazione del suolo pubblico intorno a piazza Duomo Gli esercenti si lamentano: «La mancanza di chiarezza ci penalizza gravemente»

    di Donatella Lascar

    PISA. «Il Comune ci costringe a chiudere». Questo è lo sfogo di alcuni commercianti disseminati tra via Cocco Griffi, via Cammeo, via S. Maria e via Roma, che da gennaio si sono visti negare il premesso di mettere fuori dal loro negozio gli espositori dopo anni che lo facevano regolarmente sempre in base al regolamento tutt’ora vigente. Le attività che quest’anno si sono viste negare dalla Sepi i permessi per l’occupazione del suolo pubblico, sono circa una trentina.

    Questo tipo di occupazione ad oggi non è ancora presente nel regolamento edilizio e quindi le concessioni venivano date a carattere temporaneo, in attesa di un nuovo piano di occupazione del suolo pubblico che non è ancora stato varato. Il vigente regolamento sul canone per l'occupazione di suolo pubblico prevede la possibilità di collocare espositori mobili, purché "decorosi", a condizione che non costituiscano un esercizio commerciale autonomo e restino nelle immediate vicinanze del negozio. L’estensione laterale dell’occupazione non deve eccedere l’ampiezza del fronte del fondo e deve garantire il libero passo pedonale anche per persone diversamente abili. Queste sono le regole che i commercianti che oggi si sono visti negare i permessi, hanno sempre rispettato, e in base alle quali hanno sempre e pagato per i loro espositori.

    «Per lavorare abbiamo bisogno degli espositori esterni, soprattutto per quei turisti che attraverso il percorso pedonale vanno verso la torre», dice Nicola De Lucia titolare di un negozio di ricami in via Cammeo che non potendo più esporre i suoi lavori, per primo ha messo in vendita il negozio. «Anch’io – prosegue Dalida Vanni, titolare del bar pizzeria Griffy – me ne voglio andare. Sono titolare dal 2001 e fino a oggi per l’occupazione del suolo pubblico ho pagato ben 60mila euro. Tre anni fa, per reggere la concorrenza con il Donald che hanno aperto qui, ho dovuto ristrutturare il negozio e ho chiesto una modifica per tenere i prodotti tipici. Ho speso 50mila ero e se non posso esporre è come se non li avessi quei prodotti. Cosa dovrei fare? - conclude – Cambiare di nuovo il negozio? I soldi non li ho più». Ma che cosa è cambiato. Apparentemente nulla. Alcuni, pochi, hanno ricevuto l’autorizzazione altri invece si sono sentiti chiedere quali sono i prodotti venduti, altri si son visti negare l'autorizzazione perché la normativa prevederebbe solo l'esposizione di cartoline, altri ancora invece si son visti rispondere che gli espositori non devono superare i 40 centimetri di larghezza.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    19 luglio 2012

    Altri contenuti di Cronaca

    Annunci

    • Vendita
    • Affitto
    • Casa Vacanza
    • Regione
    • Provincia
    • Auto
    • Moto
    • Modello
    • Regione
    • Regione
    • Area funzionale
    • Scegli una regione

    Negozi

    ilmiolibro

    Oltre 300 ebook da leggere gratis per una settimana

     PUBBLICITÀ