L’ipotesi: la città della Torre unita a San Giuliano Terme, Calci, Vecchiano, Vicopisano e Cascina
PISA. Un Comune unico, un super Comune che unisce tutti i municipi dell’area pisana. In altre parole, Pisa che diventa la somma di Pisa stessa più San Giuliano, Calci, Vecchiano, Vicopisano e Cascina. «Per ora è una suggestione, non essendoci i presupposti di legge», dice Marco Filippeschi al Tirreno. Il sindaco ha buttato il sasso durante l’incontro in Corte Sanac. Si capisce bene che l’idea gli piace molto, ma mette subito le mani avanti: «Non è un punto programmatico, non può esserlo. Noi portiamo avanti il piano strategico di area, che per certi settori come edilizia e trasporti già consente ai sei Comuni di avere politiche uniche. Però è già importante porsi il problema, in prospettiva».
Ma cosa significa, in concreto, l’ambigua espressione di «una nuova democrazia municipale» usata dal sindaco? Lo stesso Filippeschi spiega quale sarebbe l’approdo se «la legge consentisse prima o poi una revisione geografica». Ovvero: «Ci sarebbe un super sindaco per tutti e sei i Comuni, ma in ogni Comune resterebbe un sindaco, forse indicato con un nome diverso, sempre eletto dai cittadini. Sarebbero uniche per tutta l’area la programmazione e anche il bilancio. Un esempio? Roma con le sue municipalità. Ribadisco che non è ora un’ipotesi attuabile, però è una riflessione che si può cominciare a fare». Siamo dunque ancora al livello di «I have a dream», «Ho un sogno». Ma nella Toscana dei campanili anche la semplice ipotesi può scatenare forti reazioni.
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