Tasse universitarie, aumento di 140 euro dal prossimo anno accademico

A Pisa la brutta notizia è in parte compensata dalla decisione, presa in cda a fine giugno, che le imposte “locali” subiranno solo un adeguamento Istat e non i rincari paventati qualche mese prima

    È stata l’ultimo regalo del governo Berlusconi, che nel consiglio dei ministri prima delle dimissioni ha approvato un decreto di riforma del Diritto allo studio universitario: tra l’altro, portava la tassa regionale da 98 euro a 140 minimo e 200 massimo.

    E ieri la Regione si è dovuta adeguare scegliendo l’estremo più basso della forchetta. Così, dal prossimo anno accademico che comincia a settembre, gli studenti delle università di Pisa, Firenze e Siena dovranno pagare, oltre alla retta prevista dai loro atenei, anche 140 euro che si tradurranno in servizi.

    Nella città della Torre la brutta notizia è in parte compensata dalla decisione, presa in cda a fine giugno, che le tasse “locali” subiranno solo un adeguamento Istat e non i rincari paventati qualche mese prima. Ma resta l’amaro per una misura che la Toscana ha da tempo contrastato, chiedendo addirittura dentro la Conferenza delle Regioni di rimandare l’aumento della tassa di un anno, fino al 2013/14, «in modo da venire incontro alle particolari difficoltà che gli studenti e le loro famiglie stanno vivendo quest’anno a causa della crisi economica».

    05 luglio 2012

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