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Un appello per Serantini «Vogliamo tutta la verità»

40 anni fa moriva per le botte della polizia il giovane anarchico d’origine sarda Domani manifestazione per chiedere allo Stato di fare piena luce sulla vicenda

PISA. «Rendete pubblici gli scritti, i documenti e gli atti processuali riguardanti la vita e la morte di Serantini». Lo chiede ai ministeri competenti Franco Bertolucci, direttore della biblioteca intitolata all’anarchico Franco Serantini morto 40 anni fa (7 maggio 1972) dopo due giorni di coma nel carcere Don Bosco. Ucciso dalle botte della polizia per essersi opposto a un comizio fascista.

Domani, in Piazza San Silvestro ed in Piazza Martiri della libertà, si terrà la giornata commemorativa della tragica ed ancora oscura morte del giovane anarchico nato a Cagliari ma trapiantato a Pisa dove studiava e lavorava.

«Vorremmo che si passasse dalla cronaca alla storia – dice Bertolucci – ma questo non può essere ancora fatto fino a quando ci saranno dei grossi coni d’ombra su alcune vicende riguardanti l’anarchico Serantini. Lo Stato deve rendere pubblici e quindi riconsegnare alla collettività tutte le carte sequestrate a Serantini – continua Bertolucci – così come devono essere resi accessibili gli atti processuali riguardanti tre poliziotti accusati di falsa testimonianza e poi prosciolti».

Della storicizzazione dell’affaire Serantini si parlerà ad un convegno, lunedì alle 17, presso il centro Sms di Viale delle Piagge, dal titolo “Dalla memoria alla storia”. I relatori, oltre a Bertolucci, saranno tre docenti universitari: Adriano Prosperi, Michele Battini e Michele Olivari.

Tornando alla giornata di domani, tutto inizierà in Piazza San Silvestro alle 13 con diversi dibatti ed una tavola rotonda alle 17.30 alla presenza di Haidi Giuliani, Ezio Menzione ed il comitato Mastrogiovanni.

«Proprio perché non ci basta ricordare – dicono gli organizzatori dell’evento – abbiamo deciso di dedicare la tavola rotonda alla repressione e alla violenza dello Stato in risposta alle manifestazioni di dissenso politico intitolandola “Omicidi di stato, abusi di potere e repressione in Italia: i casi Serantini, Giuliani e Mastrogiovanni”.

Alle 22, in Piazza Martiri della libertà, si terrà il concerto di Daniele Sepe.

«Quest’anno – osserva Bertolucci – l’adesione a questa ricorrenza è stata massiccia con tante associazioni del terzo settore. Ciò non può far altro che piacere, dato che la storia

di Serantini appartiene sempre di più a questa città».

Il corpo di Franco Serantini riposa nel cimitero di via Pietrasantina, la sua memoria vive in Piazza San Silvestro, dove il suo nome è inciso in un monumento fatto con marmo di Carrara.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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