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Gli atei contro il suono delle campane e le processioni serali

In una lettera al Comune chiedono che i rintocchi siano disciplinati dal regolamento sul rumore. E pensano anche a eventuali moschee

Per chi suona la campana? E soprattutto quanto suona questa campana? Ernest Hemingway non c'entra un bel niente. C'entrano invece gli atei agnostici dell'associazione Uaar di Pisa che hanno chiesto in via ufficiale, con tanto di audizione in prima commissione consiliare del Comune, di dare una "calmata" ai parroci del centro storico rei, si fa per dire, di far partire il rintocco delle campane già alle 7.15 del mattino.

Giovanni Mainetto dello Uaar dice: «I cantieri iniziano la loro attività rumorosa alle 8. Lo stesso valga anche per le chiese». Amen. Il richiamo alla «civile convivenza ed al rispetto di tutti» vale anche per le moschee anche se a Pisa, per ora, non ce ne sono.

«Siamo atei, ma non siamo arrabbiati né fuori del mondo, e sappiamo che il rintocco delle campane ha un valore tradizionale e quindi si possono ammettere delle eccezioni per Pasqua, Natale e per il Santo patrono» dicono dallo Uaar, i cui presidenti onorari sono Margherita Hack e Piergiorgio Odifreddi.

Si parla di eccezioni, perché gli atei pisani hanno già chiaro quali siano le deroghe da inserire nel regolamento delle attività rumorose che il Comune si accinge a varare. «Perché la parrocchia di Sant'Antonio già alle 7.15 deve suonare le sue campane? Per chi le suona? Chi ci va a messa alle 7.15? Perché durante la processione del Venerdì santo, tutti i lungarni ed altre strade del centro storico echeggiano fino alle 24 dei canti liturgici?»: chiedono dalla Uaar. «E se ci si mettessero anche i musulmani che per 5 volte al giorno fanno partire il loro muezzin che dall'altoparlante richiama alla preghiera?».

Quello dello Uaar dunque non è uno sfogo contro questa o quella religione bensì è un appello alle istituzioni al fine di dare un regolamento anche a questo tipo di immissione acustica che al pari di altre, deve essere regolata. E le proposte, a testimonianza che non si tratta solo di una protesta, non mancano.

La domenica ad esempio, secondo gli atei pisani, le campane dovrebbero suonare dalle 9 alle 13 e poi dalle 16 alle 20. Nei giorni lavorativi le campane possono rintoccare a partire dalle 8, proprio come partono i lavori nei cantieri. La durata dei rintocchi non deve superare i 30 secondi. Sono previste delle deroghe ad esempio per l'inizio e per la fine del ramadam, la Pasqua ebraica e le principali festività cattoliche (Pasqua, Natale e santo patrono). Nel caso poi ad esempio del Venerdì santo, gli atei ed agnostici pisani propongono che i canti e tutto ciò che di sonoro sia di accompagnamento alle celebrazioni venga svolto solo nel luogo dove si raccolgono i fedeli (ad esempio Duomo) onde evitare che l'intero centro storico diventi una sorta di unico e grande pulpito. Il Comune intanto prende tempo.

«Non ci sembra che sia una priorità della comunità»: dicono

dall'amministrazione comunale che è nel bel mezzo di un tiro incrociato tra gestori di locali notturni e comitati di cittadini sulla questione movida (quelli sì che sono rumori) che questa estate si annuncia più rovente che mai almeno sul piano delle polemiche.

(Carlo Venturini)

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