di Gianluca Campanella
PISA. La sinistra studentesca pare aver già preso quel vizio alla litigiosità che contraddistingue i "grandi" del centro-sinistra. E come in Parlamento, le risse più "tafazziane" scattano soprattutto se il pomo della discordia sono gli incarichi. Così sabato notte al polo Porta nuova, la festa organizzata dalla lista universitaria “Diritti a sinistra” (Das, in sigla) è stata interrotta per l’irruzione degli studenti concorrenti di “Sinistra per”.
Quest’ultima è l’associazione dalla quale si è scissa la costola Das quasi due mesi fa: la formazione madre non ha mai perdonato ai dissidenti di essere rimasti abbarbicati alle poltrone istituzionali con i voti presi grazie a lei. Al punto che il momento clou della quasi rissa di sabato c’è stato quando “Sinistra per” ha issato lo striscione: «Dimettetevi, a stro..i», le cui iniziali formano con precisione l’acronimo Das.
Inutile dire che Das lo ha trovato offensivo e tanto più grave, perché ha portato alla «brusca conclusione» il dj set condotto da Roy Paci. All’artista e ai «numerosi studenti presenti» Das manda quelle «scuse» che (non dice, ma lascia intendere) sarebbero pertinenza dei loro parenti coltelli. Coloro che hanno cercato di «forzare in massa l’ingresso, aggredendo verbalmente e fisicamente gli organizzatori». Dall’altra parte la versione è più sfumata: Alberto Campailla, intanto fa notare «che eravamo una quindicina e non abbiamo fatto danni, né dato calci a nessuno». E poi regala un retroscena: «Avevamo pensato di scrivere sullo striscione “Dimettetevi, a Scilipoti”. Ma abbiamo desistito; quello sì, sarebbe stato un insulto!».
Al netto del folklore, sembra che gli studenti abbiano già imparato come si litiga a sinistra e non debbano andare a lezione dall’Unione di Prodi e Bertinotti.
LE PRECISAZIONI DEI PROTAGONISTI
IL GIORNO DOPO (lunedì 12 dicembre)Il giorno dopo la rissa sfiorata nel polo Porta nuova, emergono due novità: alla festa organizzata da Das c’era anche del personale addetto alla sicurezza; la consolle del dj è stata inondata da una bevuta per sbaglio. Non sembrano dettagli fondamentali alla ricostruzione della vicenda; ma su richiesta dei lettori li abbiamo analizzati.
Buttafuori. “Sinistra per” spiega che ieri (domenica) ha scelto una linea ben precisa: «Non emettere un comunicato sull’accaduto e tralasciare di parlare dei buttafuori, per concentrarsi sull’aspetto politico della vicenda». Pertanto, quando ieri Alberto Campailla ha risposto alle domande de “Il Tirreno” non ha menzionato, né dato indizi per far immaginare che ci fossero addetti alla sicurezza. Oggi (lunedì), dopo un nuovo colloquio, ribadisce la legittimità di quella scelta «nonostante a noi convenisse far persente che uno di questi buttafuori non professionisti si è tolto la cintura», facendo spaventare una ragazza che temeva di essere colpita.
Bibita. Das, invece, ieri ha diffuso una nota in cui attribuiva la «brusca conclusione» della festa all’«irruzione in massa» di “Sinistra per”. In una successiva telefonata Giuseppe Macoretta ha parlato di un problema tecnico a metà serata, dovuto a una bevuta sulla consolle, ma lo ha presentato come una nota di colore, confermando i contenuti del comunicato, che peraltro non menzionava mai la presenza di buttafuori.
11 dicembre 2011