San Piero a Grado, in visita al reattore nucleare del Cisam

Nato nel 1955 come Camen, Centro Applicazione Militari per l’Energia Nucleare, aveva lo scopo, per la Marina Militare, di progettare un motore a propulsione nucleare per sommergibili

    di Cesare Bonifazi Martinozzi SAN PIERO A GRADO. Il 4 novembre, Giornata delle Forze Armate e festa dell’Unità Nazionale, 150 caserme in tutta Italia sono rimaste aperte ai visitatori. Abbiamo visitato il Cisam, Centro Interforze Studi Applicazioni Militari, dove si trova un reattore nucleare non più in funzione dal 1980. La struttura è a San Piero a Grado, a poca distanza dalla base americana di Camp Darby.

    All’interno del centro ci sono laboratori di studi nucleari e di compatibilità elettromagnetica. Nato nel 1955 come Camen, Centro Applicazione Militari per l’Energia Nucleare, aveva lo scopo di progettare un motore a propulsione nucleare per sommergibili, progetto poi abbandonato nel 1980. Nell’aprile del 1963 c’è stata la prima criticità: in linguaggio nucleare significa che il nocciolo è entrato in funzione. Nel 1967 sono iniziate le attività sperimentali. La struttura dista dalla città circa 8 chilometri in linea d’aria.

    Durante la visita al reattore siamo stati accompagnati dal tenente colonnello Zagarella e dall’ingegner Angela Cerchiara. Siamo entrati nella stanza del reattore a piscina che attualmente è in fase di smantellamento sotto stretta sorveglianza dell’impianto: rimangono all’interno fluidi, tubi, vasche piene d’acqua separate da portelli in alluminio.
    Ci viene detto che le barre di uranio che venivano utilizzate per la reazione sono state trasportate in Francia nel 2001. I componenti presenti nelle vasche sono attivati e contaminati e l’acqua fa da schermo alla radioattività. L’acqua demineralizzata delle vasche è radioattiva ed è previsto un trattamento e una depurazione e uscirà dall’edificio come rifiuto speciale e non radioattivo. Non ci viene nascosto che effettivamente la struttura è pericolosa in quanto alcuni materiali sono ancora contaminati, ma è loro premura e lavoro mantenere tutto lontano da rischi. Le attrezzature sono vetuste, malgrado fossero all’avanguardia per l’epoca, ma ancora funzionanti.

    Abbiamo visitato anche il laboratorio di compatibilità elettromagnetica: la struttura ospita una camera dove avvengono le sperimentazioni. Vengono testate varie componenti che utilizzano campi magnetici e studiano la loro influenza reciproca per l’installazione in mezzi civili e militari come aerei e navi. È l’unico centro in Italia che può contenere un carro armato. Il centro rimane, per il lato ecologico e ambientale, sotto l’egida il Parco di San Rossore.

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

    06 novembre 2011

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