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Cortopassi lascia la Fondazione Teatro e passa alla Pisamo

PISA. È deciso, anche gli ultimi "passaggi" politici sono stati compiuti. Dal 13 giugno la Pisamo cambia amministratore. Alberto Paolicchi, in sella dal 20 giugno 2008, alla scadenza del mandato di tre anni, passa il testimone a Sergio Cortopassi, attuale presidente della Fondazione Teatro di Pisa.  L'avvicendamento si è reso necessario perché Paolicchi, fedele a uno stile che ha contraddistinto i suoi incarichi fin qui svolti, ha annunciato che non avrebbe accettato proroghe del mandato alla guida di Pisamo, così come invece gli era stato chiesto. Dunque, dopo questi anni cruciali per lo sviluppo e soprattutto per la svolta impressa dall'evoluzione tecnologica alla società del Comune che si occupa della mobilità urbana, Paolicchi passa il testimone assicurando solo la conclusione del lavoro di realizzazione della Sesta Porta. Infatti il progetto, nato dalla Pisamo sotto la sua amministrazione, sarà portato avanti dalla controllata Sviluppo Pisa srl di cui Paolicchi resta amministratore unico.  L'atto conclusivo di Alberto Paolicchi al vertice di Pisamo, in realtà, si è già compiuto durante l'assemblea dei soci che il 20 maggio ha ascoltato dallo stesso amministratore una puntuale ricostruzione del triennio di lavoro svolto alla società e anche la sua indisponibilità a una prosecuzione dell'incarico. Da qui è scaturito un breve rinvio, appunto fino all'assemblea del 13, quando l'avvicendamento verrà formalizzato.  La nomina del nuovo amministratore Pisamo è del sindaco di Pisa Marco Filippeschi che, come detto, ha già compiuto i passaggi politici e istituzionali con la comunicazione preventiva ai capigruppo. Ebbene, la scelta è caduta su Sergio Cortopassi, presidente della Fondazione Teatro di Pisa (oltre che ex sindaco ed ex assessore alle finanze della giunta Fontanelli) in carica dal 3 ottobre 2008 e quindi in scadenza dopo l'estate (anche qui il mandato è di tre anni).  Il circolare delle voci della poltrona che si libera al Verdi, immediatamente ha alimentato ipotesi e appetiti. Ma per questi ultimi ci sarà da aspettare. Tre importanti processi che si stanno svolgendo al Teatro Verdi, infatti, sembra proprio che il sindaco voglia farli portare a conclusione dallo stesso Cortopassi. Si tratta della revisione dello statuto della Fondazione, dell'istituzione di un tavolo con le Fondazioni di Cascina e Pontedera e dell'avvio della riorganizzazione del teatro per rendere compatibili i costi di gestione con le disponibilità finanziarie.  Intanto si dice dalle parti di Palazzo Gambacorti che il sindaco non abbia ancora alcuna voglia di pensare a chi chiedere di andare sulla poltrona della Fondazione del Teatro Verdi. Insomma, prende tempo per esprimere indicazioni sondando opinioni e ambizioni. Infine, men che mai sembrano consistenti alcune voci che vorrebbero papabili la presidente del consiglio Titina Maccioni o l'attuale assessore alla cultura Silvia Panichi, magari per far posto in giunta alla prima e quindi risolvere il caso che da tempo angustia il Pd e il consiglio
comunale. A impedirlo è la norma che prevede tre anni di distacco tra una carica istituzionale e la nomina in un ente controllato da quello di provenienza. Ma anche, sembra, la stessa volontà del sindaco.

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